Cronaca / Nera

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Sequestrati beni per un valore complessivo di 18 milioni

Ricettazione per la camorra, due arresti a Napoli


Ricettazione per la camorra, due arresti a Napoli
27/04/2010, 12:04

NAPOLI – Riciclavano, reinvestendoli, gli introiti dei clan di camorra dei Contini e dei Licciardi provenienti dal commercio di capi di abbigliamento contraffatti, oltre a praticare l’usura. Una classica ‘lavanderia del clan’, che ha portato alla costruzione, in pochi anni, di un ingente impero economico, nel cuore di Napoli. Con l’accusa di ricettazione, riciclaggio e impiego di denaro di provenienza illecita sono finiti ai domiciliari Antonio Novizio e suo figlio Ciro, entrambi imprenditori.
La fortuna costruita dai due non era passata inosservata alle forze dell’ordine, che nel corso di accertamenti hanno appurato al contiguità dei Novizio alle due famiglie camorristiche. Successivamente le intercettazioni telefoniche e le verifiche sulla contabilità hanno dato maggiore consistenza a quelle che, ormai, non potevano più definirsi solo ipotesi investigative: i due, tra conti correnti, certificati di deposito e polizze assicurative, gestivano una movimentazione che superava i 50 milioni di euro. Il gip del Tribunale di Napoli ha autorizzato l’arresto di Ciro e Antonio Novizio, emettendo contestualmente un decreto di sequestro preventivo per due società a loro riconducibili, Clearen srl ed Eden srl, con sede nella zona limitrofa alla stazione centrale di Napoli, per un valore complessivo di 18 milioni di euro. In poco più di cinque anni, i due arrestati avevano costruito una fortuna economica basata soprattutto su strutture alberghiere nel centro di Napoli, non giustificata dal reddito proveniente dalle loro società, che si occupavano invece di commercio di abbigliamento e di autovetture.
La coppia era già finita nel mirino degli inquirenti nell’ottobre 2006, quando subirono il sequestro di contanti, assegni, polizze e appartamenti per 35 milioni di euro.

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di Nico Falco
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