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Roma. Stanno emergendo importanti novità

Riciclaggio: coinvolti ufficiali, diplomatici e i servizi segreti


Riciclaggio: coinvolti ufficiali, diplomatici e i servizi segreti
25/02/2010, 09:02

ROMA - Man mano che si vengono a sapere dettagli, sull'inchiesta sul maxiriciclaggio che ha portato all'arresto di 56 persone e che vede coinvolti personaggi come il Senatore del Pdl Nicola Di Girolamo e l'ex ad di Fastweb Silvio Scaglia, si aprono scenari insoliti ed imprevisti. Per esempio il fatto che Gennaro Mokbel, considerato il cervello dell'illecito, si vantava nelle sue telefonate di avere creato una rete di protezione intorno a sè, comprando alcuni ufficiali dell'esercito e della Guardia di Finanza, che gli permettevano di essere tutelato e di condurre tranquillamente i propri affari.
Ma soprattutto il come si arriva a Di Girolamo. Tutto parte da una banalissima indagine di usura, iniziata nel 2004: un imprenditore romano, Vito Tommasino, denuncia di essere vittima di usura e che il suo aguzzino è un maggiore della Guardia di Finanza, Luca Berriola. Facendo le indagini sui normali movimenti bancari delle parti, si scopre che Berriola aveva usato un conto corrente cifrato intestato a Tommasino per far rientrare 1,5 milioni di euro, riciclandoli. Berriola, che era considerato un esperto dell'anti-riciclaggio tra i suoi colleghi, in realtà aiutava Mokbel a riciclare fiumi di denaro; e lo faceva usando anche cellulari intestati al servizio segreto, cosa che ancora non è stata spiegata. Tra i vari modi per riciclare denaro c'era anche l'acquisto di pietre preziose, da sempre utilizzato da tutti i trafficanti internazionali per la facile smerciabilità.
Ed è proprio facendo questa indagine che si arriva al Senatore Di Girolamo, che è stato eletto all'estero, nella circoscrizione Europa dichiarando il falso grazie alla complicità dell'ambasciatore italiano in Belgio, Sandro Maria Siggia, e un funzionario dell'ambasciata, Aldo Mattiussi. Grazie a loro spuntano i documenti che attestano falsamente la residenza in Belgio di Di Girolamo, al civico 143 di una via che non arriva al civico 143. Inoltre sono risultati evidenti anche i movimenti organizzati dalla 'ndrangheta per procurarsi le schede elettorali per l'estero e truccarle, in modo che risultassero voti regolari. Addirittura si è saputo di un "rastrellamento" fatto dagli uomini della cosca Arena, di Isola di Capo Rizzuto in un quartiere di Stoccarda dove abitano molti italiani poveri, per raccogliere le ultime centinaia di voti necessari ad assicurare l'elezione del senatore pidiellino.
Nelle intercettazioni compare anche il nome di Gianfranco Fini - a proposito di un colloquio che doveva avere con Nicola Di Girolamo, ma soprattutto appare una telefonata dove Mokbel dice di essere stato lui ad avere tirato fuori di galera Valerio Fioravanti e Francesca Mambro, e che gli sono costati "un milione e due".
Come si vede, gli scenari possibili sono praticamente infiniti, così come le possibili ramificazioni di questa organizzazione criminale.

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di Antonio Rispoli
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