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Nucleare: la Russia proporrà un piano sicurezza al G8

Ricordando Chernobyl, con gli occhi su Fukushima

A Roma 2000 croci per ricordare le vittime e il referendum

Ricordando Chernobyl, con gli occhi su Fukushima
26/04/2011, 09:04

ROMA - Era la notte tra il 25 e il 26 aprile di venticinque anni fa, quando il reattore numero 4 della centrale nucleare di Chernobyl fu sventrato da un’esplosione, liberando nell’aria una radioattività di gran lunga superiore a quella delle bombe americane su Hiroshima e Nagasaki. La nube radioattiva si estese per centinaia di chilometri e ci vollero dieci lunghi giorni perché si riuscisse a bloccare la fuga di radiazioni. Oggi il disastro di Chernobyl è tutt’altro che passato e si sta costruendo un nuovo sarcofago che dovrà coprire, si spera definitivamente, il reattore numero 4 e sostituire così la vecchia copertura, ormai erosa dalle radiazioni. Proprio a distanza di venticinque anni da quella che è passata alla storia come la più grande catastrofe dell’uso dell’energia nucleare, il presidente russo annuncia che proporrà ai Paesi del G8, il prossimo 26 e 27 maggio a Deauville, nel nord della Francia, iniziative concrete che abbiano la finalità di “aumentare la sicurezza delle centrali elettriche nucleari”. In particolare tali iniziative, come spiegato dal capo del Cremlino, riguarderanno l’aumento della responsabilità dei Paesi che utilizzano energia nucleare e queste norme di sicurezza dovranno essere definite in documenti giuridici internazionali, che tutti i Paesi saranno tenuti a rispettare. Affinchè non possa mai verificarsi una seconda Chernobyl.
Intanto a Roma attivisti di Greenpeace hanno trasformato il Circo Massimo in un memoriale a cielo aperto, piantando 2000 croci per ricordare le vittime della tragedia nucleare di Chernobyl, le cui conseguenze interessarono tutto il continente europeo e persistono ancora oggi: uno studio pubblicato proprio da Greenpeace nel 2006 indica, infatti, che sulla base delle statistiche oncologiche nazionali della Bielorussia, i casi di cancro dovuti alla contaminazione di Cernobyl siano stimati in 270mila, di cui 93mila letali nei settant’anni successivi all’incidente. A marzo 2011 una squadra di esperti di Greenpeace ha realizzato una serie di analisi nella regione circostante la centrale, riscontrando sia un rischio per la fragilità del sarcofago che attualmente copre il reattore, sia la presenza di alimenti contaminati nella zona. L’incidente di Fukushima - rileva l’organizzazione - pur avendo emesso al momento meno radiazioni, potrebbe avere conseguenze ancora più drammatiche, perchè la quantità totale di elementi radioattivi negli impianti giapponesi è molte volte superiore a quella di Chernobyl. Sulle croci piantate dagli attivisti di Greenpeace c’è anche la data del 12 e 13 Giugno 2011, quando dovrebbe tenersi il referendum sul nucleare che il governo italiano sta cercando di affossare.

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di Antonio Formisano
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