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RIDUZIONE DEI TRAPIANTI, DI CHI LA COLPA?


RIDUZIONE DEI TRAPIANTI, DI CHI LA COLPA?
22/12/2008, 11:12

Aumentano le segnalazioni che indicano come sta diventando sempre più difficile in Italia avere un trapianto di organi. Dai 2,9 donatori ogni milione di abitanti del 1990, si era passati ai 21 del 2006 e in teoria ci si poteva aspettare ulteriori miglioramenti, visto che si stavano facendo progressi nelle campagne di donazione di organi nel sud, tradizionalmente più ostico da questo punto di vista. Ma adesso i dati stanno registrando una inversione di tendenza. La colpa? Principalmente del Vaticano. Infatti, con i suoi interventi diretti del Papa e delle più alte autorità, e quelli di incompetenti (come i dubbi sollevati sul riconoscimento del "fine vita" da Lucetta Scaraffia, che se può vantare - ad opinione di qualcuno - un buon curriculum come storica non è certamente un medico o una scienziata; e pur tuttavia ha trovato posto sulla prima pagina dell'Osservatore Romano), la Santa Sede è riuscita a creare molti dubbi - scientificamente inesistenti - nelle famiglie, che spesso finiscono con l'opporre resistenza all'espianto degli organi del parente defunto. E poichè non c'è molto tempo (dopo le 6 ore di osservazione, previste dal protocollo Harvard sulla morte, entro 10-12 ore va fatto l'espianto degli organi e il successivo trapianto nelle sei ore susseguenti; e i tempi sono inderogabili), anche la semplice indecisione dei familiari equivale ad un no.

Purtroppo, col fatto che in Italia non c'è una legge seria sul testamento biologico, non conta nulla la volontà di chi muore, ma solo quella dei familiari, dei medici, dei politici, dei religiosi ecc. ecc.. In spregio ai più elementari principi della libertà individuale (io faccio quello che mi pare e piace di me, finchè non danneggio gli altri), purtroppo a noi non è concesso di fare nulla, se non essere utilizzati per battaglie demagogiche e populiste, come sta accadendo alla povera Eluana Englaro, ostaggio del governo e del Vaticano.

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di Antonio Rispoli
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