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Tra mille misteri, il bandito fu ucciso nel 1950

Riesumata la salma di Salvatore Giuliano


Riesumata la salma di Salvatore Giuliano
28/10/2010, 20:10

MONTELEPRE ( PA) - A distanza di sessant'anni è stata riesumata la salma di Salvatore Giuliano, il bandito di Montelepre, ucciso tra mille misteri il 5 luglio del 1950 a Castelvetrano. La Procura di Palermo, dopo la denuncia presentata da diversi studiosi e da un medico legale, ha riaperto l'inchiesta sulla morte del re di Montelepre per sapere se realmente è il suo corpo ad essere seppellito nel piccolo cimitero cittadino. Il dna prelevato dai resti, sepolti nella cappella di famiglia, verrà confrontato adesso col Dna dei familiari ancora in vita. 
"Da familiare mi auguro che quello sepolto nel cimitero di Montelepre non sia mia zio Salvatore Giuliano. Spero che lui sia fuggito e sia riuscito a rifarsi una vita". Queste le parole di Giuseppe Sciortino, nipote del famigerato bandito.  "Non so con quale dei familiari ancora in vita - ha aggiunto- sarà effettuato il confronto con il dna ricavato dai resti. A me ancora non è stato chiesto nulla". Il nipote del bandito, rispondendo alle domande sul coinvolgimento dello zio nella strage di Portella della Ginestra, ha poi aggiunto: "Giuliano non c'entrava nulla, quella era un'azione dimostrativa organizzata perché si temeva che il Pci andasse al potere. Mio zio era a cinquecento metri dalla strage e non avrebbe potuto, con le armi che aveva, uccidere nessuno. Dalle perizie è emerso che a sparare furono fucili dell'esercito. Per Portella della Ginestra hanno pagato persone innocenti". "Fin quando non si toglierà il segreto di stato sulla vicenda non sapremo la verità". Sciortino ricorda lo zio come "uno degli eroi della lotta indipendentista siciliana", come sua madre Marianna. E sui tanti carabinieri uccisi dal 'Re di Montelepre' commenta: "non erano i carabinieri di ora, erano degli invasori e c'era una lotta di liberazione in corso".

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di Tiziana Casciaro
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