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Morì nel 1998 in completa solitudine

Riesumati i resti del “mostro di Firenze”. Finirà in fossa comune


Riesumati i resti del “mostro di Firenze”. Finirà in fossa comune
17/07/2013, 20:21

Sono trascorsi 15 anni dalla morte di Pietro Pacciani, il “mostro di Firenze” morto nel 1998 in completa solitudine, dopo esser stato abbandonato dalla moglie e dalle figlie. Come prevede il regolamento del cimitero, oggi i resti di Pacciani sono stati riesumati e se nessuno si presenterà per reclamare le sue ossa finirà in una fossa comune. In 15 anni, sulla sua tomba non è mai stato visto un fiore, mai nessuno che si sia presentato sulla sua tomba, neanche le sue due figlie, che durante il processo per il "mostro di Firenze" raccontarono gli abusi e le violenze che fin da piccole avevano dovuto subire dal padre, si sono mai presentato. In completa solitudine. Così come accadde al suo funerale, nessuno era presente. Il custode del cimitero ricorda  che soltanto in un'occasione, qualche anno fa, sulla croce in legno sulla quale c'è il nome di Pacciani comparvero due mazzi di rose rosse, finte e sbiadite. Ma aggiunge che prima quei fiori si trovavano su un'altra lapide e che qualcuno li aveva spostati lì più per non buttarli via che per pietà.

Negli ultimi giorni, i funzionari del Comune di San Casciano hanno cercato i familiari di Pacciani per comunicare la data della riesumazione, ma – almeno per ora – nessuna risposta. I resti sono stati così sistemati in una cassetta di zinco, dove verranno conservati per i prossimi sei mesi. E, se nessuno li reclamerà, saranno messi in una fossa comune.
La moglie di Pacciani, Angiolina, è morta nel 2005. Anche lei è stata sepolta nel cimitero di Mercatale, lontano dal marito però.
Pacciani venne trovato morto nella sua abitazione. Dopo essere stato scarcerato, viveva da solo. A scoprire il cadavere furono i carabinieri, avvertiti da alcuni vicini. Secondo il medico, la causa del decesso fu un arresto cardiocircolatorio.
Il “mostro di Firenze” fu arrestato il 16 gennaio del 1993, per l’uccisione di otto coppiette nelle campagne fiorentine. Nel 1994 venne condannato all'ergastolo, ma nel processo d'appello fu assolto. Quando morì, era in attesa di un nuovo processo: la Cassazione aveva annullato l'appello anche alla luce degli sviluppi investigativi, che avevano portato alla scoperta dei "compagni di merende": Mario Vanni e Giancarlo Lotti. L'ultimo di loro ad andarsene, nel 2009, è stato Mario Vanni, il postino. Al suo funerale erano presenti solo 11 persone. 

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di Erika Noschese
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