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RIFIUTI: A CHIAIANO TORNANO LE BARRICATE


RIFIUTI: A CHIAIANO TORNANO LE BARRICATE
23/06/2008, 18:06

L' accesso in via Cupa dei Cani, la strada che conduce alle cave di Chiaiano, ormai è possibile solo a piedi. In motorino occorre fare uno slalom tra sbarramenti di vario tipo, in auto è impossibile. Nella tarda mattinata alcune transenne hanno chiuso anche il passaggio laterale dei pedoni, che ora vengono filtrati da un passaggio al centro della strada. Rifiuti ammassati, un albero messo di traverso, il palco servito per l' assemblea di ieri ,ed altre transenne in ferro costituiscono altrettanti ostacoli per i mezzi che volessero raggiungere la Cava di Cinque Cercole, giudicata idonea dai tecnici dell' Arpac e da Bertolaso ad accogliere 1000 tonnellate di rifiuti al giorno. Davanti al complesso di Poggio Vallesana, circa 600 appartamenti con 4 mila residenti che si troveranno a meno di un chilometro dalla discarica, ci sono due cumuli di rifiuti non raccolti che crescono a vista d' occhio. Nel centro di Marano, nel cui territorio rientra per poche centinaia di metri la zona, stamattina c' è stata una esplosione di rabbia dei residenti, che hanno rovesciato in strada cassonetti di rifiuti. La convinzione diffusa è che l' immondizia non venga raccolta per spingere la gente a cedere alla realizzazione delle discarica. La rassegnazione sembra ormai diffondersi, anche se non mancano gli irriducibili ed è forte la presenza degli aderenti al centro sociale Insurgencia ed all' area no-global che hanno assunto la leadership della protesta. "Continueremo una resistenza democratica - dice Egidio Del Giudice, progettista di interni, che abita da 40 anni a Poggio Vallesana - la discarica é uno scempio, una scelleratezza, ma Chiaiano non può lottare con la forza contro lo Stato". Le speranze superstiti sono nella Procura - alla quale il presidente della commissione ambiente del Comune di Napoli Carlo Migliaccio ha preannunciato un esposto - e nella Unione europea. "La normativa Ue stabilisce che le discariche debbano essere ubicate a non meno di due chilometri dagli ospedali - dice del Giudice, uno dei partecipanti al presidio permanente - qui sarebbe a 600 metri in linea d' aria". Respinte anche le garanzia offerte dal sottosegretario Bertolaso. "Con i precedenti emersi dall' inchiesta della Procura sul Commissariato straordinario - dice del Giudice - non si fida nessuno". Anche l' annuncio di Bertolaso che saranno sversate 1000 e non 1500 tonnellate di rifiuti al giorno suscita ulteriori sospetti. "A quel ritmo la cava di Cinque Cercole sarebbe saturata in cinque mesi. Questo vuol dire che hanno già in mente di riempire le altre 16, di proprietà della Fibe. Il tutto con la copertura della zona militare e, dunque, senza nessuna possibilità di controllo da parte nostra".

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di Giancarlo Borriello
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