Cronaca / Cronaca

Commenta Stampa

Accuse di falso, indagini evidenziano nomine "clientelari"

Rifiuti, arresti eccellenti in Campania


.

Rifiuti, arresti eccellenti in Campania
03/06/2009, 16:06


Quindici arresti in Campania legati ai rifiuti. Arresti eccellenti, perché  tra i fermati c’è anche il presidente della provincia di Benevento, Aniello Cimitile, con professori universitari e funzionari della Regione Campania. L’operazione è della Guardia di Finanza e della Dia di Napoli. Oltre a Cimitile sono coinvolti Oreste Greco, professore universitario; Giuseppe Sica, architetto; Claudio De Biasio; Vincenzo Naso, docente di ingegneria alla Federico II; Vittorio Vacca, ingegnere, direttore Termovalorizzatore di Acerra; Vittorio Colavita; Alfredo Nappo; Vitale Cardamone, ingegnere; Rita Mastrullo, docente di fisica alla Federico II; Filippo De Rossi, ordinario di fisica; Luigi Travaglione ufficio tecnico Benevento; Mario Cini e Francesco Scalingia
Sotto accusa la gestione commissariale dei rifiuti. Le ordinanze di custodia cautelare sono tutte ai domiciliari. L’accusa è di falso e l’indagine è condotta dai pm Noviello, Sirleo e Milita. Un’inchiesta, quella della procura partenopea, che riguarda presunte irregolarità nei collaudi di diversi cdr (impianti di combustibile da rifiuti, oggi riconvertiti in impianti per la tritovagliatura). Alcuni dei destinatari dei provvedimenti sono i collaudatori degli impianti. Le persone arrestate avrebbero attestato l’idoneità degli impianti quando questi erano già sotto sequestro, e avevano sostenuto la conformità del prodotto del cdr alle specifiche del contratto, che mancava.


CON LA TERZA MEDIA VERIFICAVANO I COLLAUDI

Aniello Cimitile è l’ex rettore dell'università del Sannio. E’ Indagato in quanto collaudatore e non nella sua veste di presidente della Provincia. Nell’attività delle commissioni di collaudo si sarebbe registrata una costante violazione dei doveri di verifica previsti dall'incarico. Emergono dalle indagini anche rilievi sui criteri adottati per la composizione delle commissioni di collaudo.


Uno dei testimoni, l’ex presidente della Regione Andrea Losco, aveva indicato come parametri la necessità di scegliere un professore universitario, un esperto in materia tecnica e uno in materia amministrativa. Ma per gli inquirenti le scelte sarebbero state dettate da logiche "fiduciarie", ossia in base a conoscenze personali e forse, dicono gli inquirenti, "meramente clientelari.

Altro che veline. Al centro dell'inchiesta che ha portato a 15 arresti in Campania ci sono anche le competenze di chi, chiamato a verificare i collaudi di impianti delicati come i cdr, non andava oltre la terza media.
 
Dalle indagini condotte dai pm napoletani emege che i "professionisti" utilizzati dalle strutture commissariali, in qualche caso avevano competenze decisamente non sufficienti. A sottolinearlo è il gip che ha fatto eseguire gli arresti di oggi, che ha spedito ai domicliari anche il preidente della provincia di Benevento Aniello Cimitile. Il Gip rileva come nei nomi forniti da Andrea Losco (all'epoca consigliere regionale) e Puppi Vanoli (all'epoca sub comissario), ci siano anche persone i cui studi non andavano oltre la terza media.

Un’intercettazione telefonica del 5 ottobre 2005 - scrive Il Velino - aiuta a chiarire i contorni del sistema. Alfredo Nappo, collaudatore dell’impianto di Caivano, risponde così ad un amico: “Come ho avuto l'incarico? Io faccio parte di un partito, chiaramente non faccio il nome del partito perché non è il caso”. Secondo il gip “tale conversazione disegna uno scenario sconcertante, notevolmente difforme dai presunti buoni propositi indicati nei provvedimenti di nomina, nei quali si fissavano i criteri informatori per la designazione dei commissari di collaudo”.


 

Commenta Stampa
di Redazione
Riproduzione riservata ©