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Ordinanza di Caldoro, un atto di arroganza

Rifiuti: Caserta e Avellino, continuano i ricorsi al Tar

Prima le vostre discariche, poi quelle di altre province

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Rifiuti: Caserta e Avellino, continuano i ricorsi al Tar
01/08/2011, 14:08

NAPOLI – Mentre da una parte Governo Centale, Regione, Provincia e Comune di Napoli siglano l’ accordo che consentirà alla città di buttarsi alle spalle la brutta vicenda dei rifiuti, dall’ altra non si fermano le polemiche e soprattutto l’ ostacolare il regolare svolgimento dell’ iter stabilito, come infatti sta accadendo con le Province di Avellino e Caserta, che come annunciato presenteranno un nuovo ricorso al Tar contro la decisine della Regione di riprendere i trasferimenti dei rifiuti napoletani nelle due province. Tutto questo mentre a Napoli giacciono in strada ancora mille tonnellate di rifiuti. Ormai è sodalizio contro l’ordinanza quello consolidato tra Domenico Zinzi Presidente della Provincia di Caserta e quello di Avellino Cosimo Sibilia, questi all’ unisono dichiarano “ Napoli deve prima utilizzare fino e in fondo le discariche di Chiaiano e Terzigno”. A questi risponde il bilancio tracciato da Raphael Rossi presidente dell’ Asia, in cui si legge che i conferimenti sono stati effettuati ultimamente, negli impianti di Giugliano, Tufino, Santa Maria Capua Vetere. Inoltre afferma sempre Rossi che si sta lottando fortemente per questo passo e che è proprio quello più difficile da attuare, riferendosi ai trasferimenti dei rifiuti in altre provincie, come stabilito dall’ ultima ordinanza siglata dal governatore Caldoro che darebbe il via libera al conferimento, fino al 9 di agosto, nelle discariche di San Tammaro e Savignano Irpinia. Da qui il doppio ricorso che Zinzi presenterà al Tar del Lazio ritenendo l’ ordinanza un atto di arroganza da parte del Governatore della Campania, nonostante una precedente sentenza abbia stabilito che Napoli debba sversare in altre province, solo se le proprie discariche siano piene, e difatti al Presidente della Provincia di Caserta risulta che ci sia ancora capienza in quelle di Chiaiano e Terzigno.

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di Antonio Sarracino
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