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Fanghi e acque infette nel terreno e in mare

Rifiuti: isola della spazzatura, arresti e sequestri in Campania


Rifiuti: isola della spazzatura, arresti e sequestri in Campania
04/06/2009, 14:06

Ancora arresti legati ai rifiuti in Campania. Quantitativi enormi di fanghi e acque infettive nel terreno, nelle fogne, in impianti abusivi. Cinque persone sono finite agli arresti domiciliari, tre sottoposte ad obbligo di firma e sono circa 70 gli indagati dell'operazione condotta nella notte dai carabinieri del Noe di Napoli e della compagnia di Ischia. L’accusa è di associazione per delinquere finalizzata ad attività illecita in materia di rifiuti, frode in pubbliche forniture e falso ideologico.

La “Aragona Servizi ecologia” nel mirino della procura di Napoli. A questa società appartengono i destinatari delle cinque ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari. La “Aragona Servizi ecologia” ha in sub-appalto la gestione e lo smaltimento delle acque nere dal consorzio pubblico.

Gli indagati sono, tra gli altri, Lucia Pesce, socio amministratore della società, Vincenzo Pesce, operaio della stessa azienda, Giuseppe Pesce, socio accomandatario della società “Uniterra”, Carolina Migliozzi, responsabile tecnico della “Aragona servizi Ecologia”, e Giuseppe Di Lauro, chimico esterno della stessa società.

I FATTI
Gli indagati sarebbero responsabili di aver sversato direttamente in mare rifiuti liquidi come acque di fogna bianche e nere, non depurate, e fanghi diluiti con acqua. Un danno di “notevoli proporzioni alla flora ed alla fauna ed al mare”. Si sospetta una vera e propria associazione a delinquere finalizzata al traffico illecito di rifiuti speciali pericolosi e non. Il gip ha anche disposto il sequestro preventivo della società di smaltimento rifiuti “Aragona servizi ecologia” su cui l'organizzazione faceva perno, di un laboratorio di analisi e di 4 autocarri. L’operazione del Noe di Napoli è denominata “Dirty Island”.

L’attività investigativa – fanno sapere dalla Procura – è stata molto lunga. La presunta attività illecita risulta agli inquirenti molto complessa e articolata.

LE ATTIVITA’ CRIMINOSE
C’era la raccolta e il trasporto di fanghi di fosse settiche in assenza del FIR e l’abbandono dei fanghi sul terreno con immissione dei liquidi nelle condotte fognarie.

Poi la raccolta stessa dei fanghi termali esausti e certificazione false per poterli sversare in impianti di smaltimento abusivi.

Inoltre ci sarebbe la raccolta di rifiuti speciali potenzialmente infettivi, come le acque di dialisi.

Naturalmente ci sono ipotesi di truffa. Circa 200mila euro per il 2007 e il 2008. Negli stessi anni la gestione illecita dei rifiuti ammonta a oltre un milione e mezzo di chilogrammi. E oltre un milione e mezzo di litri di acque provenienti da dialisi.
 

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di Giulio d'Andrea
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