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RIFIUTI, NELLE INTERCETTAZIONI ANCHE BERTOLASO E COLLABORATORI


RIFIUTI, NELLE INTERCETTAZIONI ANCHE BERTOLASO E COLLABORATORI
27/05/2008, 17:05

Compaiono anche i nomi del sottosegretario ai rifiuti Guido Bertolaso, di Giacomo Aiello e Angelo Borrelli, rispettivamente i responsabili dell'ufficio legislativo e dell'ufficio economico del Dipartimento della protezione civile, e del responsabile della Direzione generale per la qualità della vita del ministero dell'Ambiente Gianfranco Mascazzini nelle carte dell'inchiesta della procura di Napoli che ha portato all'emissione di 25 ordinanze di custodia cautelare in carcere. Il capo della Protezione Civile, nominato sottosegretario da Berlusconi proprio una settimana fa nel Consiglio dei ministri tenutosi a Napoli, compare in alcune intercettazioni in cui parla con Marta Di Gennaro, il dirigente del Dipartimento finito agli arresti domiciliari. Ed è sempre al telefono con Di Gennaro che vengono intercettate anche le conversazioni con Mascazzini e con i due funzionari del dipartimento della protezione civile. Quasi tutte le telefonate sono relative alla realizzazione della discarica che dovrebbe essere realizzata a Terzigno, indicata dal decreto legge approvato l'11 maggio del 2007 e convertito in legge a luglio dello stesso anno, e al materiale che dovrebbe esservi scaricato. In una delle intercettazioni si parla anche del costo di spedizione delle ecoballe all'estero. Una serie di comportamenti che il giudice definisce come "generalizzate quanto deplorevoli ed inquietanti prassi che hanno connotato l'intera abusiva gestione". Ad elencarli è il gip Rosanna Saraceno  nel capitolo dedicato alle esigenze cautelari dell'ordinanza eseguita oggi nell'ambito dell'inchiesta sulla gestione dei rifiuti in Campania.  Il magistrato cita, tra l'altro "la consegna del silenzio e dell'omissione", nonché "il ricorso ai più disparati espedienti per la dissimulazione della realtà, controlli apparenti, controllo dei controllati, valenza esclusivamente scenografica di riunioni per l'allestimento dati, il cui dichiarato possesso era solo un bluff". Il gip inoltre sottolinea la “rinaturalizzazione” dei prodotti in uscita dagli impianti, false autocertificazioni, falsità dei risultati analitici e di caratterizzazione dei rifiuti", e le "falsità ideologiche in atti pubblici".
 

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di Redazione
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