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2800 tonnellate in strada. Controlli epidemiologici

Rifiuti, ultimatum a Napoli: differenziata o commissario


Rifiuti, ultimatum a Napoli: differenziata o commissario
24/11/2010, 13:11

TERZIGNO - Il decreto sull'emergenza rifiuti approda al Quirinale. E ci arriva con modifiche significative: innanzitutto sull'articolo che ha scatenato il braccio di ferro del ministro Mara Carfagna. Intanto, a Napoli le strade sono invase dal 2800 tonnellate di immondizia: partono controlli epidemiologici.

IL DECRETO
L'articolo che stabilisce i poteri per la costruzione dei termovalorizzatori, pomo della discordia che ha scatenato la bagarre col ministro Carfagna, è arrivato da Napolitano sostanzialmente diverso da come era all'inizio: l'ultima parola spetterà a Stefano Caldoro, presidente della Campania, che piò nominare commissari straordinari. Il testo, che stanzia 430 milioni per le bonifiche e le compensazioni, lancia anche un ultimatum a Napoli e agli altri Comuni flagellati dall'emergenza rifiuti: 6 mesi per mettersi in regola con la raccolta differenziata, altrimenti arriverà un commissario ad acta.

L'EMERGENZA
L'emergenza rifiuti a Napoli resta ancora molto grave. La riapertura della discarica di Terzigno non è servita a nulla se non, tra l'altro com'era nei piani, a dare sollievo ai Comuni vesuviani. Per le strade del capoluogo partenopeo questa
mattina ci sono 2.800 tonnellate di immondizia. La situazione è resa ancora più complicata dalle piogge che si stanno abbattendo sulla regione negli ultimi giorni, che rende difficile la raccolta. Nel corso della notte sono state sversate 1.300 tonnellate di rifiuti, ma non basta: gli impianti, andando di questo passo, non riusciranno a ripulire le strade. "I flussi di rifiuti verso gli impianti sono solo teorici, - spiega Paolo Giacomelli, assessore all'Ambiente del Comune di Napoli, - parla del conferimento di 600 tonnellate a Chiaiano e di altrettante sia nel sito di Tufino che in quello di Caivano. Situazione non reale dal momento che solo Chiaiano funziona a regime. Negli Stir, infatti, riusciamo a conferire molto poco perché gli impianti sono quasi paralizzati dalla frazione umida che non riesce a essere smaltita. Si prendono, infatti, meno tonnellate del previsto e questo, di fatto, ci impedisce di poter raccogliere altra immondizia in strada".

PERICOLO SALUTE
Nella serata di ieri si è svolta una riunione per capire se vi siano eventuali pericoli per la salute dei cittadini e quali strumenti adottare. Al Tavolo hanno preso parte i vertici sanitari di Napoli, l'Asia, il comandante della polizia municipale Luigi Sementa, il sindaco Rosa Russo Iervolino e gli assessori all'Ambiente, Rino Nasti e lo stesso assessore Giacomelli. Allo stato attuale, spiega ancora l'assessore
comunale all'Igiene, non ci sono criticità, ma "già da oggi saranno adottati dei provvedimenti che viaggeranno su un doppio canale: un controllo epidemiologico condotto dal Dipartimento di prevenzione dell'Asl Na1 e l'adozione di una serie di azioni e norme che ci sono stati richiesti proprio dalle Asl". Tra gli interventi figurano derattizzazioni, disinfestazioni e disinfezione, oltre alla pulizia delle caditoie e controlli intensificati sui commercianti per evitare l'esposizione di alimenti all'aperto.
Nella zona vesuviana la situazione è decisamente migliore: grazie alla riapertura di Cava Sari, i 18 Comuni della "zona rossa" dispongono di un sito dove sversare. Questa notte 51 autocompattatori sono riusciti a conferire nella discarica, sempre scortati dalla polizia, ma senza che venissero registrati scontri con i manifestanti che continuano i presidi presso la Rotonda Panoramica.

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di Nico Falco
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