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Rinviato perchè uno dei giudici deve essere trasferito

Rignano Flaminio: al via il processo per "l'asilo degli orrori"


Rignano Flaminio: al via il processo per 'l'asilo degli orrori'
27/05/2010, 13:05

TIVOLI (ROMA) - Inizia oggi il processo per quello che a suo tempo è stato chiamato "l'asilo degli orrori" di Rignano Flaminio, in provincia di Roma. Per chi avesse dimenticato, parliamo del caso che vede tre maestre della scuola materna "Olga Rovere" - Silvana Magalotti, Marisa Pucci e Patrizia De Meglio - il marito della De Meglio, l'autore TV Gianfranco Scancarello, e la bidella Cristina Lunerti imputati di abusi sessuali nei confronti di almeno 19 bambini, di età oggi compresa tra i 4 e i 10 anni.
Le previsioni sono di un processo che può durare molto a lungo, addirittura anni. Infatti il Pubblico Ministero ha chiesto l'esame di oltre 200 testimoni; le difese - sommando le liste testimoniali - di quasi 600; solo una delle 19 Parti Civili ha chiesto l'audizione di una sessantina di persone. E le Parti Civili, cioè le persone che chiedono un risarcimento per i reati commessi, non sono poche: i genitori di 19 bambini, vittime degli abusi. Quello che è certo, è che i bambini non verranno ascoltati durante il procedimento: per loro è stato disposto un incidente probatorio. Cioè un esame affidato al Gip, coadiuvato da una psicologa infantile, con il Pubblico Ministero, le Parti Civili e le difese che hanno potuto assistere senza essere visti. Le dichiarazioni così ottenute hanno valore di prova a tutti gli effetti, anche se è prevedibile che gli avvocati difensori ne metteranno in dubbio la corrispondenza al vero, perchè sono quelle il vero macigno che inchioda i cinque imputati. Gli altri testimoni - la cui ammissibilità verrà decisa oggi dal Presidente del Tribunale di Tivoli, Mario Frigenti, che potrebbe anche ridurli di numero, ove li trovasse ridondanti o superlui - parleranno di vicende di contorno, del quadro generale; ma gli unici testimoni diretti sono i bambini.
Si tratta di un caso molto particolare, soprattutto per come è vissuto dagli abitanti del piccolo comune laziale. Infatti in paese ci sono nette spaccature tra chi condanna i presunti pedofili e chi invece sostiene sia una macchinazione dei genitori. Spaccature che sono arrivate a coinvolgere addirittura Carlo Giovanardi, parlamentare del Pdl, che si è speso pubblicamente per gli imputati, appoggiandoli con dichiarazioni sui media e con convegni similari sia a Rignano Flaminio che nei dintorni.
Intanto continua la polemica sui due maxi-schermi che il Comune di Tivoli ha installato nel Tribunale (uno per il pubblico fuori dall'aula ed uno per i cronisti nella biblioteca) con una spesa di 100 mila euro circa. Infatti, da una parte un processo non è un reality o una partita di calcio, che uno se la segue in diretta; dall'altra è improbabile che il Presidente Frigenti dia il consenso a fare il processo pubblico, dato che c'è da tutelare la privacy di 19 bambini, che non possono essere additati al pubblico ludibrio. Senza contare che c'è il serio rischio che i testimoni che non sono stati ancora sentiti ascoltino le testimonianze altrui e quindi adeguino le proprie reminiscenze a quello che sentono.
In ogni caso, può anche darsi che oggi non succeda nulla. Infatti pare che oggi il Collegio giudicante sia in una composizione incompleta (cioè manca uno dei giudici, sostituito provvisoriamente da un altro). Questa situazione rende impossibile per il Tribunale prendere qualsiasi decisione; per cui non è escluso che il processo venga rinviato senza fare nulla o che al massimo vengano raccolte le richieste delle Parti e poi si rimandi a giugno per comunicare le decisioni.
Sulla vicenda abbiamo sentito Roberta Lerici, responsabile del Dipartimento per l'infanzia dell'Idv e responsabile per il Lazio del Movimento per l'Infanzia, una onlus. Oltre ad occuparsene per lavoro, è anche lei di Rignano Flaminio e quindi sta seguendo questa vicenda sin dall'inizio: "Oggi si apre un processo importante per tutta l'infanzia violata.Un processo che ha come tema centrale la credibilità dei bambini, ma anche quella degli adulti.Non si capisce, infatti, come mai siano state messe in discussione principalmente le dichiarazioni di bambini che all'epoca dei fatti avevano dai 3 ai 5 anni, e che non avevano alcun motivo per inventare abusi così spaventosi.La loro sofferenza è stata accertata e certificata da tutte le perizie disposte. Si è parlato di contagio collettivo,ma anche sui genitori sono stati compiuti accertamenti, come sempre si fa in questi casi. 'Fantasie malate di adulti deviati che sarebbero passate di bocca in bocca, fino a trasferirsi nelle menti di 22 bambini', è in pratica la tesi della difesa, ma allora bisognerà spiegare come mai i luoghi degli abusi descritti dai bambini sono stati identificati.E bisognerà anche spiegare come mai i bambini conoscono quelle case, anche se nessuno dei loro genitori ve li ha mai condotti.Il processo dovrà dare una risposta a queste e a tante altre domande tra cui, la piu' importante, è senz'altro quella che riguarda l'origine dei traumi subiti da tanti bambini. Finora i processi per abusi nelle scuole materne sono stati una decina, e di questi solo 4 sono attualmente giunti a sentenza definitiva: per tre di questi si sono avute delle condanne e per uno delle assoluzioni.E se per per tutti gli imputati deve valere la presunzione di innocenza, vorrei che per i bambini e le loro famiglie i media usassero lo stesso tipo di garantismo".

Aggiornamento ore 13.55

Come previsto, è stata una udienza rapidissima, a causa del trasferimento a Roma di uno dei giudici del Collegio giudicante. Poichè non si può cambiare uno dei giudici a processo in corso, si è deciso per un rinvio al 22 settembre per la prima udienza, già col nuovo Collegio formato. Una successiva udienza è già fissata al 29 settembre

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di Antonio Rispoli
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