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Ma il difensore: "Non ne so niente, iniziativa personale"

Riina ha chiesto l'appoggio del Cardinale Tettamanzi per la grazia


Riina ha chiesto l'appoggio del Cardinale Tettamanzi per la grazia
22/04/2010, 10:04

MILANO - Un aiuto ed un appoggio ad una eventuale domanda di grazia: una richiesta che può essere persino normale, quella che il cappellano del carcere milanese di Opera ha presentato al Cardinale Dionigi Tettamanzi, di Milano. Quello che la rende speciale è chi l'ha fatta: Salvatore Riina, detto Totò, il boss dei boss, come veniva chiamato negli anni '80 e '90. SI tratta di una iniziativa apparentemente estemporanea, dato che non è stata presentata ufficialmente neanche una domanda di grazia.
Infatti anche il legale del boss mafioso ha dichiarato di non saperne nulla della vicenda: "Non sono a conoscenza di questa iniziativa, che a quanto capisco è di tipo assolutamente personale". Ma la cosa è stata considerata così importante da dover essere riferita dal Dipartimento della Polizia Penitenziaria alla Procura nazionale antimafia.
Ma è una mossa che viene anche vista come un parziale smarcamento di Riina dalle accuse che gli vengono rivolte, a suo dire, ingiustamente. In quest'ottica può essere visto anche il fatto di avere accettato di parlare, nove mesi fa, con i magistrati che hanno riaperto le indagini sulla strage di via D'Amelio, dopo le rivelazioni del pentito Spatuzza. Non che Riina voglia pentirsi o si sia pentito, ma è perchè, come disse lo stesso boss, per quella vicenda "ci sono innocenti in carcere e colpevoli fuori".

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di Antonio Rispoli
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