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Confidenze del boss, ma sono attendibili?

Riina: "Il telecomando della bomba di Borsellino era nel citofono"


Riina: 'Il telecomando della bomba di Borsellino era nel citofono'
12/03/2014, 12:27

PALERMO - Dalle intercettazioni delle chiacchierate avvenute nelle ore d'aria tra Totò Riina e il boss pugliese Alberto Lorusso escono fuori continue novità. L'ultima riguarda l'attentato di via D'Amelio, in cui perse la vita il giudice Paolo Borsellino insieme a cinque uomini della sua scorta. Secondo le dichiarazioni di Riina, l'esplosivo contenuto nella vettura, posteggiata a poca distanza dall'ingresso dell'abitazione della madre del magistrato, aveva il detonatore azionato dal citofono della stessa abitazione. In pratica, sarebbe stato lo stesso Borsellino, inconsapevolmente, ad attivare la bomba nel momento in cui premeva il bottone del citofono. 

Una ipotesi che sarebbe confermata dal fatto che, nonostante le dichiarazioni dei due pentiti Gaspare Spatuzza e Fabio Tranchina, nessuno ha visto il detonatore, nè in mano a Riina, nè in mano ai fratelli Graviano. Quindi potrebbe essere andata proprio così. Ma mettere il detonatore della bomba in un citofono non è una cosa semplicissima e alla portata di tutti. Serve un grande esperto di bombe e di meccanismi elettronici. Era questo esperto la persona che Spatuzza dice di aver visto intorno alla 126 usata per l'attentato mentre veniva imbottita di esplosivo? 

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di Antonio Rispoli
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