Cronaca / Nera

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Ai domiciliari 17 persone, gli indagati sono circa 900

Rimborsi su false spese mediche, smantellata organizzazione


Rimborsi su false spese mediche, smantellata organizzazione
30/11/2009, 19:11

NAPOLI – Diciassette ordinanze di custodia cautelare sono state eseguite questa mattina dalla Guardia di Finanza di Napoli ad altrettante persone accusate di aver escogitato un sistema che, tramite documentazioni false di spese mediche, riusciva ad aggiudicarsi grossi rimborsi di imposta. Il meccanismo, ben collaudato, coinvolgerebbe come ‘beneficiarie’ oltre 900 persone. L’operazione è stata chiamata “Argante”, come il malato immaginario di Moliere.
Le fiamme gialle hanno appurato che, soltanto a Napoli, risultavano grazie alle false documentazioni ben 14 milioni di euro di spese sanitarie mai realizzate. A guidare l’organizzazione una 44enne “sedicente commercialista”, Rosaria Dino. Il sistema, però, non sarebbe attivo soltanto a Napoli ed in Campania: gli investigatori hanno appurato collegamenti anche con altre regioni.
La rete affaristica seguiva uno schema ben preciso: l’organizzazione offriva a lavoratori dipendenti la possibilità di denunciare redditi ingenti con spese sanitarie gonfiate da inesistenti interventi chirurgichi; era la stessa organizzazione che si occupava, una volta accettata l’offerta, di fornire anche le false documentazioni fiscali. Ultimo passaggio, la divisione del provento illecito: i rimborsi in busta paga, pari al 19% delle spese, venivano ripartiti in parti uguali tra il lavoratore e l’organizzazione.
Lo studio di Rosaria Dino si trova nella centralissima Galleria Umberto I di Napoli. Per lei sono scattati gli arresti domiciliari; stesso provvedimento è stato adottato nei confronti del marito Paolo Rescigno, baby pensionato di 46 anni, e di altre 15 persone tra collaboratori e commercialisti.
L’indagine, avviata un anno fa dalla Guardia di Finanza di Napoli con il tenente colonnello Failla, e coordinata dalla sezione reati tributari della Procura di cui è a capo l’aggiunto Francesco Greco, ha individuato anche un secondo livello di ‘faccendieri’, circa 40 persone, per le quali sono scattate le perquisizioni domiciliari. Altissimo il numero degli indagati: sarebbero circa 900.
A far scattare l’inchiesta, la segnalazione di un Caf che ha portato ai finanzieri diverse dozzine di segnalazioni anomale, con documentazione parzialmente o totalmente mancante o dichiarazioni di spese mediche superiori persino al reddito del dipendente. Caf compiacenti, o documenti contraffatti da originali regolarmente ottenuti, grazie alla rete creata dalla Dino, che aveva al suo servizio procacciatori di clienti in grado di contattare interi gruppi di dipendenti, sia in aziende che nella pubblica amministrazione, come un impiegato delle Poste, Aldo Simonetti, tra gli arrestati, hanno permesso di ottenere indebitamente rimborsi fino 14 milioni di euro.

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di Nico Falco
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