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Rincari traghetti illegittimi, il TAR boccia la Regione Campania


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Rincari traghetti illegittimi, il TAR boccia la Regione Campania
11/01/2013, 12:36

Corse soppresse, aliscafi della flotta pubblica completamente fermi da giorni, Caremar agonizzante e prossima alla sciagura della privatizzazione, disagi per i pendolari del mare, isolani sempre più isolati con il diritto alla mobilità e alla continuità territoriale letteralmente mortificato dalla politica della Giunta regionale Caldoro. Ma nel catastrofico scenario del trasporto marittimo in queste ore una notizia positiva c’è. Infatti, come si legge tra l’altro in un take ansa, la prima sezione del Tar Campania ha accolto il ricorso presentato dal Comune di Ischia contro la Regione Campania e le società di navigazione che operano nel Golfo di Napoli, per l'annullamento della delibera di Giunta regionale n. 183 del 29 aprile 2011 che rimodula il piano tariffario nei collegamenti marittimi da e per l'isola verde. L'atto deliberativo, di fatto, autorizzava aumenti nel costo dei biglietti e degli abbonamenti che raggiungevano in alcuni casi anche il 19%, ben lontani dalla soglia massima del 9.3% che era invece contenuta nel testo. La cosa incredibile è che avendo ricorso contro tale aumento solo il Comune di Ischia con un atto voluto dall’ex assessore ai trasporti Antonio Pinto, il provvedimento sarà valido esclusivamente per quanto riguarda i collegamenti da e per l’isola d’Ischia e non per le altre due perle del Golfo di Napoli e cioè le isole di Capri e Procida. Il risultato odierno, però, appare davvero poca cosa rispetto ai tempi neri che ci aspettano nel settore visto il totale sfascio dell’armamento pubblico e i costi destinati vergognosamente a lievitare non appena la Caremar, che attualmente fa da calmiere dei prezzi, sarà privatizzata per la gioia degli armatori privati e per la dannazione dei residenti delle Isole e in modo particolare dei pendolari. Intanto continua a generare feroci polemiche la sospensione della corse delle 2,30 di notte che partiva da Ischia diretta a Pozzuoli dopo aver fatto scalo a Procida e quella delle 4.30 che ripartiva da Pozzuoli alla volta di Ischia, via Procida. L’improvviso taglio di queste corse notturne sta creando enormi disagi ai commercianti che durante la notte si recano in Terraferma per rifornirsi di generi alimentari. E proprio su questo scottante argomento nei giorni scorsi a Forio c’è stato un incontro, conclusosi con un nulla di fatto, tra i rappresentanti delle associazioni degli autotrasportatori e del comitato spontaneo ittico/ortofrutticolo e il presidente della commissione trasporti della Regione Campania, Domenico De Siano del PDL il quale lo si è visto dopo tantissimo tempo riparlare pubblicamente di questioni inerenti il ruolo che ricopre in regione e di problematiche di cui politicamente la Giunta Caldoro è diretta responsabile. Sarà stato l’avvicinarsi delle imminenti elezioni politiche ad avergli consigliato di convocare i commercianti/pendolari? Evidentemente Domenico De Siano pensa di candidarsi alla Camera o al Senato? D’altronde quale occasione più ghiotta poteva presentarsi per l’onorevole isolano visto che per le prossime elezioni politiche i candidati non dovranno necessitare di voti di preferenza per essere eletti e che quindi a seconda della posizione in lista potranno avere l’elezione assicurata anche quei politici come De Siano che sino ad oggi nelle Istituzioni non hanno fatto nulla, ma proprio nulla, per difendere gli interessi della propria gente e della propria terra. Ritornando all’incontro di Forio, un esponente del comitato spontaneo ha dichiarato all’Ansa: "Fino ad Aprile ci ha detto De Siano non metteranno alcuna corsa e non sostituiranno quelle soppresse perché ci è stato detto che non ci sono soldi, quindi non ci resta che il ricorso a manifestazioni di piazza". Dunque cresce di ora in ora il malcontento dei commercianti dell’isola Verde e non è da escludere già dalle prossime ore il ricorso a manifestazioni di piazza per chiedere e ottenere il ripristino delle importanti corse soppresse.

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di Gennaro Savio
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