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"Non era in grado di eseguire neanche una rianimazione"

Rinviato a giudizio il medico di Michael Jackson


Rinviato a giudizio il medico di Michael Jackson
12/01/2011, 17:01

Il caso della morte di Michael Jackson continua. Le indagini si fanno sempre più fitte sulla posizione del medico della popstar.
Nel sesto giorno delle udienze preliminari , il dottor Conrad Murray,57 anni, è stato rinviato a giudizio dal giudice della Corte Superiore ,Michael Pastor.
La situazione per il cardiologo peggiora a dismisura, basti pensare che è stato definito , da molte testimonianze, pericoloso per la sicurezza pubblica. A causa di queste testimonianze Il medico più famoso del mondo ha perso la licenza nell’esercitare la sua professione in California.
Questa in definitiva il risultato di questi sei giorni di udienza dove Conrad sarebbe stato accusato di aver somministrato , il giorno della morte del cantante statunitense, una massiccia dose del potentissimo anestetico Propofol.
Il tentativo del cardiologo di difendersi in tribunale nei giorni scorsi , asserendo di essere esente dai fatti e sostenendo l’ipotesi di suicidio di Jackson, non è stata assolutamente presa in considerazione , questo grazie ad altre testimonianze che hanno dichiarato l’incapacità del medico nell’eseguire correttamente anche una rianimazione cardiopolmonare.
Ad aggiungersi alla lista di persone contro il Dott. Pastor, la guardia del corpo di Michael Jackson che ha raccontato di essere stato costretto dal cardiologo a ripulire, il giorno della morte del cantante, la stanza dove si trovava il corpo dalle sacche per flebo, bottiglie e medicinali.
In attesa che il 25 gennaio prossimo si riapri il processo , Conrad Murray rischia fino a 4 anni di carcere e l’interdizione dell’esercizio dell’attività.

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di Alessia Tritone
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