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Il processo inizierà il 24 gennaio

Rinviato a giudizio Vittorio Pisani: lui arrestò Zagaria

Stessa decisione del giudice per gli altri 17 imputati

Rinviato a giudizio Vittorio Pisani: lui arrestò Zagaria
23/12/2011, 20:12

 Definitiva la decisione del gup di Napoli Francesca Ferri , che ha rinviato a giudizio colui che ha catturato Michele Zagaria,il “re” dei Casalesi, con l’accusa di rivelazione di segreto, favoreggiamento, abuso d’ufficio e falso. Stiamo parlando di Vittorio Pisani, l’ex dirigente della squadra mobile di Napoli e che prima del boss dei Casalesi arrestò Antonio Iovine.
Anche gli altri diciassette imputati, tra i quali i fratelli: Massimiliano e Carmine Iorio, Mario Potenza (ex contrabbandiere e usuraio ) con i figli Bruno, Salvatore e Assunta, sono stati rinviati a giudizio daL giudice che ha in questo modo accolto integralmente la richiesta dei pm Amato e Parascandalo.
La data scelta per la prima udienza è quella del 24 gennaio dove, nel dibattito, il Comune di Napoli sarà parte civile. Tale richiesta fu avanzata il 15 dicembre da Giuseppe Dardo, il legale di palazzo San Giacomo e che venne poi accolta dal gup Ferri ( nonostante l’eccezione avanzata dal collegio difensivo degli imputati).
Sarà dal presunto riciclaggio di denaro sporco da parte del clan di camorra Lo Russo in lussuosi ristoranti del lungomare di Napoli che partirà l’inchiesta. Allora il procuratore aggiunto Alessandro Pennasilico e Giovandomenico Lepore, l’allora capo della Procura, scrissero “Si è accertato che il dottor Vittorio Pisani era da anni a conoscenza del reimpiego dei capitali illeciti da parte di Marco Iorio (imprenditore nel settore ristorazione, ndr) e non solo non ha mai effettuato alcuna indagine, né redatto alcuna comunicazione di notizie di reato, ma ha intrattenuto quotidiani rapporti amicali con questo ultimo, frequentando il ristorante Regina Margherita- e ancora- e indagini hanno rivelato anche qualcosa di più grave, che attiene al comportamento tenuto proprio in relazione alle indagini in corso, da parte del dirigente della Mobile, il quale si è fortemente speso in difesa dell’amico Iorio, tenendo comportamenti decisamente contrari ai doveri connessi con l’alto ruolo ancora oggi rivestito”.

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di Alessia Tritone
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