Cronaca / Sanità

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Luciano Ciocchetti: "Diventerà un punto d'eccellenza"

Rischio chiusura Cto Roma. E' subito bufera

L'allarme di sindacati e gruppi di sinistra

Rischio chiusura Cto Roma. E' subito bufera
10/01/2011, 18:01

ROMA- "Il Cto deve tornare a essere una grande eccellenza traumatologica. In un momento di crisi abbiamo preso il piano preparato dall'Asp ed e' stato attuato quello li'".
Questo e' quanto dichiarato da Luciano Ciocchetti, vicepresidente della Regione Lazio alla trasmissione 'Amministratori e cittadini', su Rete Oro. "Dobbiamo batterci insieme perche' diventi il trauma center della Regione Lazio com'e' il Cto di Torino, in prospettiva di investimento. E' chiaro che gia' le scelte che erano state fatte portavano a trasferire una serie di reparti e funzioni, che non erano legate all'attivita' traumatologica, presso il Sant'Eugenio ed e' quello che sta avvenendo in questi giorni".
Non ci sarebbe dunque da spaventarsi davanti alla chiusura del pronto soccorso del Cto. Eppure il Sit in davanti alla struttura ospedaliera lascia pensare a tutt’altro che a un piano di rilancio.
“Cominciamo a toccare con mano gli effetti disastrosi del piano sanitario predisposto dalla presidente Polverini. La chiusura del pronto soccorso del Cto e' la prima drammatica conseguenza". E' quanto ha dichiarato Luigi Nieri, capogruppo di Sinistra Ecologia Liberta' al Consiglio regione del Lazio.
"Si applica un taglio orizzontale - continua Nieri - alle strutture e ai posto letto della sanita' laziale senza tenere in considerazione il fabbisogno territoriale. Oggi dunque circa 140mila persone saranno private di una struttura che registra piu' di 30mila accessi annui. E' la ricetta Polverini, che punta a rafforzare il peso della sanita' privata a scapito di quella pubblica. Stupisce - aggiunge - infatti che alla chiusura di importanti strutture come questa corrisponda il rafforzamento di strutture private come il Campus Biomedico. Si tratta di un piano che pesera' dunque soprattutto sulle fasce sociali piu' deboli". "Questa decisione - conclude Nieri - e' resa ancor piu' grave dalla totale assenza di confronto con le parti sociali e con i territori. La chiusura del pronto soccorso del Cto avviene infatti senza il benche' minimo confronto. E' questo un metodo inaccettabile di gestione della sanita' laziale".

 

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di Redazione
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