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Rischio Vesuvio: Urgono interventi nella zona rossa


Rischio Vesuvio: Urgono interventi nella zona rossa
13/02/2010, 15:02

“Sulla questione rischio Vesuvio e per quanto concerne in generale la sicurezza e la tutela del territorio il prossimo consiglio regionale deve assumere strategie concrete. In particolare per quanto concerne la prevenzione. Senza infrastrutture non si va da nessuna parte. Alle istituzioni locali si dovrebbero consentire l’attuazione di interventi straordinari volti ad allargare ed adeguare ponti, strade e abbattere le strutture degradate. Problematiche che, purtroppo, risultano complesse e difficili da affrontare perché sono criticità bloccate da assurde normative, divieti ed ostacoli urbanistici insormontabili nel panorama generale dell’area dei 18 Comuni interessati dell’area rosa”. Così Ciro Borriello, sindaco di Torre del Greco. “Le leggi vigenti a vario grado sono innumerevoli - prosegue - e tutte sostanzialmente ostative. Questo è uno dei punti nodali. A mio avviso, se per davvero si vuole seriamente affrontare la questione Vesuvio bisogna assolutamente mettere mano a tutte quelle normative che impediscono l’avvio di interventi concreti per fronteggiare il rischio. Altrimenti sono solo chiacchiere. Nel programma di un recente convegno sul rischio Vesuvio, tenuto a Torre del Greco e organizzato dal Centro di Servizio per il Volontariato di Napoli, si leggeva che ‘l’uomo non può intervenire per diminuire la pericolosità vulcanica che dipende da fenomeni naturali fuori dalla possibilità di controllo. Ma una corretta gestione del territorio, misure adeguate di prevenzione, un’intensa diffusione delle cultura di protezione civile possono contribuire a limitare l’aumento del valore esposto’. In questa ottica, assolutamente condivisibile, deve collocarsi una costante azione programmatica delle istituzioni locali e centrali - precisa il primo cittadino - affinché sia sempre elevata quella dovuta attenzione tesa ad assicurare sicurezza e tutela dei cittadini e del territorio”. “Sul rischio Vesuvio – precisa Borriello - sono da tenere presente tre parole chiave: Convivenza - Emergenza - Opportunità. Lungo queste direttive è tracciato il percorso da intraprendere adesso e in futuro per dare una risposta ai tanti dubbi e alle innumerevoli incertezze della collettività. Come già abbiamo avuto modo di rappresentare in altre occasioni, per la convivenza è fondamentale il rispetto ambientale, il costante controllo, il contrasto all’abusivismo edilizio e in generale di quello urbanistico. Qualche spiraglio si apre: sono iniziati i lavori relativi all’eliminazione dei passaggi a livello dei treni delle Ferrovie dello Stato, ciò significa che sarà aperta una nuova strada, parallela all’attuale Litoranea, tra Torre del Greco e Torre Annunziata. È in costruzione una nuova bretella autostrada. Come Comune abbiamo reso pubbliche quattro strade private, che da oltre un trentennio versavano in pietose condizioni, agevolando così fortemente la viabilità. E altre sono in programmazione. Ma tanto basta per ampliare vie di fuga e quant’altro? Sicuramente no. È noto che i 18 Comuni coinvolti sono da considerare nell’ottica di un’unica e vastissima area con circa 1milione di abitanti. Una conurbazione, che giorno dopo giorno cresce in maniera esponenziale, risultando sempre più caotica e difficile da gestire per quanto riguarda la sicurezza, la tutela del territorio e dell’ambiente, per diversi e molteplici motivi”. “Una condizione per certi aspetti inamovibile – evidenzia Borriello - mentre per altri, quelli che più ci interessano da vicino e da un punto di vista sostanziale ed operativo, sono a mio avviso modificabili. Ne sono fermamente convinto. In tal senso dico che la spinta maggiore dovrebbe scaturire proprio dall’impegno civile e politico. Un lavoro che dovrebbe sostanziarsi pragmaticamente nei fatti, nell’assoluta concretezza. Mi riferisco ai tanti ed angusti ponti della Circumvesuviana, che sono attraversati da un intenso traffico ordinario con altissime difficoltà, pensate c’è ne uno a Torre del Greco, quello di rione Libia, con oltre 3mila abitanti, che non consente neppure il passaggio dei mezzi di soccorso, per esempio un’autoambulanza, ricordo poi tutte quelle costruzioni abbandonate e degradate, sparse nell’Ente Parco, obbrobriosi scheletri di cemento bloccati e sottosequestro ormai da tantissimi anni e che restano inspiegabilmente ancora là, percorro le innumerevoli strade di campagna che potenzialmente potrebbero essere allargati, vedo i diversi passaggi a livello delle Ferrovie dello Stato, penso all’area portuale di Torre del Greco, quest’ultima importantissima, che se adeguata e ridisegnata avrebbe di sicuro una notevolissima valenza nell’ambito di una evacuazione. Per quanto concerne l’emergenza è opportuno sostanziarla e gestirla attraverso la prevenzione: non a caso è stato attivo in Campania, su Torre del Greco, il satellite Mistrals che ci consente di bloccare le colate di… cemento, che purtroppo, nonostante tutto, anche se in maniera ridotta, ancora continuano ad aggredire il vulcano. Un quadro che avrebbe fatto inorridire i famosi viaggiatori ed intellettuali lungo il grand tour all’epoca dei Lumi a Napoli. Allora gli artisti, i pittori, i philosophe esaltavano ed ammiravano il vulcano, oggi, purtroppo, tantissimi turisti cancellano e rinunciano a visitare Napoli e le tradizionali escursioni sul Vesuvio. Un danno incalcolabile per tutta l’economia campana. Non a caso, tra i grandi progetti di questa Amministrazione risulta la ridefinizione del Porto. Nel Piano Integrato Urbano (Più Europa) è uno degli aspetti fondamentali. Tra l’altro, è noto che per una eventuale evacuazione si parla di trasferire i cittadini anche attraverso l’ausilio delle navi, quanto è altrettanto noto che il porto torrese, proprio per una serie di oggettive difficoltà non lo consentirebbe. Inoltre, ritengo fondamentale supportare e attrezzare maggiormente la Protezione civile regionale nelle molteplici attività di emergenza e non solo. Una bella organizzazione robusta e operativa, più volte dimostrata sul campo, con una esperienza acquisita in condizioni a dir poco difficilissime. Come andrebbero valorizzate le diverse associazioni del Servizio per il Volontariato che sono punti di riferimento per la sicurezza sul nostro difficile territorio. E che dire sulla possibilità di abbattere tutti quei palazzi fatiscenti e in forte degrado da anni? Costruzioni prive di qualsiasi interesse storico artistico che restano un ulteriore rischio per i cittadini. In proposito, lo scrivente, ha più volte rappresentato alle istituzioni sovracomunali una strategia progettuale avanzata e tesa alla rigenerazione e riqualificazione del territorio. Queste le progettualità, o meglio opportunità reali che darebbero una svolta alla città di Torre del Greco, diciamo pure a tutte quelle all’interno dell’area rossa, non solo per gli interventi strutturali, ma anche di ordine economico, occupazionale e sociale. Sempre per essere concreti, le richieste alle istituzioni sovracomunali riguardavano il Piano casa: abbattimento e ricostruzione fuori sito e di concessione della facoltà ai Comuni (dell’aria rossa) di poter spendere fuori dal patto di stabilità, ovviamente avendone la propria disponibilità economica. Altro momento significativo è la realizzazione di un progetto fermo da anni, nonostante già ampiamente finanziato, quello della strada Panoramica pedemontana, che muove dal Comune di Trecase per raggiungere il casello autostradale di Torre del Greco. Una indispensabile via di fuga, che incomprensibilmente, nonostante i finanziamenti, è ferma”. “In questi ultimi anni molti sono stati i convegni, gli studi e le attenzioni di autorevoli testate scientifiche – ricorda Borriello - anche a livello internazionale, sul sonno del caro Vesuvio. Considerato e ampiamente provato che il Vesuvio è sì nelle braccia di Morfeo, ma assolutamente vivo, mi è incomprensibile rilevare che in termini di prevenzione infrastrutturale poco o niente hanno prodotto la politica e le istituzioni. È vero che tantissime sono le risorse naturalistiche, culturali, artistiche e turistiche intorno all’area vesuviana, ma fermamente ribadisco che se non costruiamo le infrastrutture e i servizi, ogni iniziativa di valorizzazione in tal senso risulta assolutamente vana”. “Per noi che viviamo “qui su l’arida schiena del formidabil monte” come dice il meraviglioso canto de La Ginestra di Leopardi – conclude Ciro Borriello - auspico una concertazione tecnica tra i principali soggetti istituzionali coinvolti e avviare, attraverso un macro e peculiare progetto, l’adeguamento e la ristrutturazione dell’area vesuviana come sopra evidenziato. Provvedimenti coraggiosi da intraprendere, nonché di profonda rigenerazione dell’intero territorio, riferito a quelle precise strutture pubbliche per garantire la sicurezza e favorire le vie di allontanamento. Opportunità, però, che possono essere intraprese, solo se gli organi competenti, con efficacia e determinazione, vorranno rivedere quelle famose procedure, legislative ed amministrative anzidette. Condizioni che oggi risultano essere assurdi vincoli che, per un verso o per un altro, affossano l’economia locale e mettono seriamente a rischio la sicurezza e la sopravvivenza dei tanti Comuni. Una popolazione, che dal mondo antico ad oggi, nonostante tutto, desidera vivere e convivere con il vulcano. Tantissima gente coraggiosa che ha rinunciato agli incentivi o altro per andare via, per contro continua a investire e proiettare il proprio futuro in quell’area. Una sorta di testimonianza d’amore verso il gigante buono”.

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di Redazione
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