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La Corte di Assise ha anche chiesto la scarcerazione

Ritenuto terrorista a Guantanamo, assolto a Milano


Ritenuto terrorista a Guantanamo, assolto a Milano
06/02/2012, 19:02

Dalle torture di Guantanamo alla libertà in Italia. E’ questa la storia di Riad Nasri,tunisino, sposato e con una figlia, che ha vissuto l’incubo di una delle strutture di massima sicurezza più temute  perché accusato di essere una cellula di al-Qaeda.
La sua storia ha dell’incredibile se si parte dalla sentenza della Corte d'Assise d'appello di Milano che non solo l’ha assolto ma ne ha chiesto la scarcerazione immediata e che dunque lo ha ritenuto innocente rispetto all’accusa che lo vedeva protagonista. Detenuto in Italia nel carcere di Benevento dopo l’estradizione , Nasri ha vissuto otto anni a Guantanamo dopo la cattura avvenuta in Afghanistan dove, secondo i suoi racconti, sarebbe stato oggetto di vessazioni, torture e condizioni di vita al limite del sopportabile. L’accusa per Nasri è di aver fatto parte tra il '97 e il 2001 di una cellula legata al Gruppo salafita per la predicazione e il combattimento, con base anche a Milano e che reclutava martiri destinati ai paesi in guerra.
I giudici del secondo grado, però, hanno ritenuto non provati i fatti attribuiti all’imputato che in primo grado a Milano era stato condannato a 6 anni di reclusione per terrorismo internazionale.
Alla luce dunque della sentenza la sua storia appare più amara:  era arrivato  dalla Tunisia a Bologna nel '94, pochi mesi dopo andò in Bosnia a combattere. Al suo rientro in Italia decise di sparire dopo l'attentato alle Torri Gemelle ma venne catturato dai combattenti dell'Alleanza del Nord nella sua casa in Afghanistan, dove si era sposato e aveva avuto una figlia e «consegnato vivo agli americani».
Durante la permanenza nella base militare americana il tunisino ha raccontato di essere stato chiuso in gabbie molto piccole, all’aperto  con un secchio per i bisogni, ed uno con l’acqua da bere, ed un materassino. Il tunisino ha inoltre affermato che per fargli ammettere le colpe di cui era accusato è stato più volte picchiato dai suoi carcerieri.

 

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di Simona Buonaura
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