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L’azienda: “Così la paralisi resta totale”

Riva, confermato sequestro dei conti


Riva, confermato sequestro dei conti
25/09/2013, 18:18

Il sequestro dei conto correnti di Riva Acciaio è confermato dal Custode giudiziario.
"Purtroppo allo stato delle cose la paralisi resta assoluta perché si tratta di somme indispensabili per il pagamento degli stipendi e dei fornitori”. È questo il commento dell’azienda che si dice preoccupata per il sequestro in quanto si tratta di elevate somme di denaro, necessarie per poter continuare a lavorare.  I Riva si erano rivolto al Custode il 20 ed il 23 settembre con dei quesiti e, per tutta risposta, si sono visti sequestrare le somme congelate. Ma il Custode precisa che il gruppo Riva potrà amministrare direttamente le somme sequestrate ed effettuare pagamenti per conto dell'azienda solo se garantirà il rimborso all’autorità giudiziaria di quanto utilizzato dal Custode. Ma per i Riva si tratta di una richiesta "di fatto impossibile in quanto Riva Acciaio non può avere fideiussioni bancarie, poiché le banche hanno sospeso ogni operatività con l'azienda in conseguenza del sequestro".
Il sequestro di azioni, conti correnti, prodotti e beni mobili alle società controllate dall'Ilva, ovvero Inse Cilindri, Celestri e Ilva Servizi Marittimi, rischia di "determinare un devastante blocco produttivo del Gruppo Ilva e la sua ambientalizzazione e bonifica". Lo si legge in una nota diffusa da Marco Bentivogli,  segretario nazionale della Fim Cisl,.
Queste tre società sono – insieme ad altre 13 aziende – finite nel mirino della Finanza sulla base del provvedimento emesso il 17 luglio del gip di Taranto Patrizia Todisco, secondo cui è possibile estendeva ad altre società il decreto di sequestro di beni per equivalente, sino alla concorrenza di 8.1 miliardi di euro. Secondo gli inquirenti, dunque, si tratta di una stima di beni pari  quanto il Gruppo Riva avrebbe risparmiato dal 1995 ad oggi non adeguando gli impianti Ilva alle normative ambientali. 

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di Erika Noschese
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