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Giugliano, aria irrespirabile e fumi tossici. Ogni giorno

Roghi ed esasperazione nelle 'terre dei fuochi'


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Roghi ed esasperazione nelle 'terre dei fuochi'
26/07/2010, 17:07

GIUGLIANO – La ‘terra dei fuochi’. Un nome che evoca mondi di fantasia, che richiama mondi alla Tolkien, ma la realtà è decisamente più squallida. E’ il nome che viene dato ad una zona enorme, da Giugliano a Casoria, passando per Lago Patria e Villa Literno. E’ la zona dove, quotidianamente, si alzano colonne di fumo denso e velenoso. Quello dei rifiuti incendiati, dei roghi che spuntano, specialmente di sera, appestando i terreni e rendendo l’aria irrespirabile. Non a caso in quelle zone l’incidenza di tumori è significativamente maggiore rispetto alle altre aree, anche limitrofe.

I rifiuti, di ogni genere, vengono incendiati anche alle prime ore del mattino. Talvolta anche in mattinata, di pomeriggio. Meno prudente per il ‘piromane’, ma spesso necessario se si ha da ‘smaltire’ qualcosa in più. Smaltire, ovvero bruciare, in barba a qualsiasi norma di sicurezza. Gli imprenditori della zona Asi di Giugliano sono esasperati. Oltre a dover sopportare quel fumo, sono costretti a fare i conti con i furti che sono ormai all’ordine del giorno. I campi rom si trovano immediatamente a ridosso dell’area del consorzio, se non all’interno. E così capita che i tombini delle condotte idriche si riempiano di strane derivazioni, ovviamente abusive, dirette ai campi rom; che i cavi di rame spariscano, che le centraline vengano danneggiate; che i vetri vadano in frantumi per lasciare passare il ladruncolo di turno, abituato a vivere di espedienti. I residenti, manco a parlarne. Respirano il veleno tutti i giorni, anche se non hanno contatti diretti con i rom subiscono le conseguenze delle loro azioni.

Non si contano più le volte in cui sono partite le chiamate alle forze dell’ordine, o gli interventi dei vigili del fuoco. Che, per inciso, per risolvere la situazione, avrebbero bisogno solo di una ‘sede distaccata’ sul posto. Ammesso che vi siano poliziotti e carabinieri pronti a scortarli, per evitare le aggressioni da parte di coloro che ci tengono che quei roghi si consumino da soli, che non rimanga nulla di ancora intatto.


Si tratta di un comportamento spesso avallato, se non favorito, da personaggi senza scrupoli che non fanno parte del mondo rom. Come quei commercianti di pneumatici, quei gommisti, che dovrebbero smaltire (pagando) la gomma delle ruote delle automobili, e invece preferiscono cederle ai rom, risparmiando un bel po’ di denaro. Ma in questi casi, pagare i rom significa essere consapevoli di quello che succederà. Meno consapevoli, ma non per questo meno colpevoli, quelli che invece comprano il rame ‘rom’. E’ quello ricavato bruciando i cavi elettrici, squagliando la plastica con altri roghi per separarla dal metallo. Un altro piccolo affare che probabilmente morirebbe da solo, se non ci fossero acquirenti disponibili.

I campi rom, ed i comportamenti illeciti che si consumano tra quelle roulotte, fanno invece comodo. Non a tutti. Non a chi deve respirare l’aria che sa di plastica, quel fumo nero che brucia la gola e rovina i polmoni. Fa comodo a quelli che, dalle piccole illegalità, sono capaci di trarre profitto.

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di Nico Falco
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