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Secondo il Pm nessun insider trading nel 2008

Roma: aggiotaggio Alitalia, chiesta archiviazione per Berlusconi

Rinviato a giudizio il costituzionalista Antonio Baldassarre

Roma: aggiotaggio Alitalia, chiesta archiviazione per Berlusconi
07/02/2011, 16:02

ROMA - Nessun processo per Silvio Berlusconi a Roma, per le ipotesi di aggiotaggio ed insider trading in merito alla vicenda Alitalia. E' quanto sostengono il Pubblico Ministero Andrea Mosca e il Procuratore aggiunto Nello Rossi, che hanno chiesto l'archiviazione della sua posizione in quella indagine.
I fatti si riferiscono al 2008, in piena campagna elettorale. Il governo Prodi stava concludendo la vendita di Alitalia ai francesi, al termine di un bando pubblico europeo, in cui erano state scartate numerose offerte. L'accordo era praticamente raggiunto: l'AirFrance avrebbe preso Alitalia, debiti compresi, pagando 300 milioni di euro e con il licenziamento di 2100 dipendenti. Dopo una serie di colloqui con i sindacati, gli esuberi erano stati ridotti a 1750. Ma i francesi volevano che quell'intesa venisse sottoscritta dal governo in carica, dai sindacati e dal governo del dopo elezioni. I sindacati erano pronti a firmare, quando Berlusconi fece una serie di interviste sostenendo che il governo stava svendendo Alitalia, mentre era pronta una cordata italiana pronta ad acquistare la compagnia aerea a condizioni più vantaggiose e senza licenziare nessuno. Questo bloccò la vendita di Alitalia ad AirFrance. Secondo Francesco Toto, azionista di Alitalia che ha presentato denuncia, queste dichiarazioni provocarono un crollo del valore delle azioni e quindi configurano i reati suddetti. Secondo i Pm, si è trattato di normali dichiarazioni fatte come politico e parlamentare. Inoltre è da escludere che Berlusconi avesse particolari informazioni provenienti dai dirigenti della compagnia aerea italiana, tali da configurare l'insider trading.
Come andò a finire la vicenda, tutti lo ricorderanno: incentivati dalle assicurazioni di Berlusconi i sindacati abbandonarono il tavolo della trattativa con AirFrance, che però potè acquistare per 300 milioni il 25% della nuova Altalia - liberata dai debiti (oltre 4 miliardi accertati, ma è una valutazione provvisoria) scaricati sulle tasche dei cittadini e con 8000 dipendenti in meno - e guidarla come se ne fossero i proprietari, come succede ancora oggi. Infatti gli altri soci hanno quote di minoranza e non disturbano gli unici che possono mandare avanti la società.
Sorte diversa per l'ex Presidente della Corte Costituzionale Antonio Baldassarre, rinviato a giudizio insieme ai suoi collaboratori Daliele Dini e Claudio Prati

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di Antonio Rispoli
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