Cronaca / Cronaca

Commenta Stampa

Alemanno: "Capire se emulano tv"

Roma, ancora un agguato, 18enne ucciso in pizzeria

Ventiquattresimo omicidio nel 2011

Roma, ancora un agguato, 18enne ucciso in pizzeria
24/08/2011, 20:08

ROMA - Esecuzione di un bravo ragazzo. È nella contraddizione forte tra il profilo della vittima e la ferocia dell'agguato il rebus dell'omicidio di Edoardo Sforna, colpito a morte ieri sera davanti a una pizzeria a Morena, periferia sud di Roma. Diciotto anni, faceva il volontario della Croce Rossa e da un mese consegnava pizze part time, ma è stato ucciso come un criminale. Due giovani arrivano in scooter, uno è il killer che gli spara quattro colpi con una pistola 7,65. Uno solo a segno, ma letale. Un assassino biondo e giovane quasi come la vittima, secondo un testimone. Il ragazzo muore poco dopo in ospedale. E inizia il mistero. Il 24esimo omicidio a Roma nel 2011 porta il Pd a parlare di «Far West» nella capitale, accusando di fallimento sulla sicurezza il sindaco Gianni Alemanno. Secondo il quale, invece, gli inquirenti devono capire se questi omicidi sono il frutto di «una spinta emulativa» che prende spunto da serie tv come 'Romanzo criminalè o se si tratta «di un nuovo fenomeno di criminalità organizzata» a Roma. I carabinieri del Nucleo investigativo di Frascati scandagliano la vita del giovane di Morena alla ricerca di eventuali ombre o frequentazioni pericolose, oltre l'immagine del diplomato all'istituto tecnico Lombardo Radice e tifoso della Roma. C'è uno stretto riserbo sulle indagini, mentre vengono sentiti a lungo i familiari e gli amici di Sforna. Si battono varie piste, compresa quella privata. Il ragazzo da qualche mese stava con una bella ragazza bruna, Elisa, figlia di un poliziotto. L'ipotesi estrema dell'errore di persona, suggerita da qualcuno, non trova credito tra gli inquirenti. Sono le 22 di ieri quando al piccolo centro commerciale Campo Romano è rimasta aperta solo la pizzeria di Magdy Younes, un egiziano di 49 anni. Il locale è al primo piano, ci si arriva con una scalinata esterna. Sforna si riposa seduto davanti alla ringhiera. Il sicario arriva sullo scooter guidato da un complice, con il casco in testa passa accanto a un uomo che lo nota. Il killer, biondo e basso, ventenne, con una tuta sportiva, sale i gradini e spara quattro colpi al ragazzo. Uno lo prende al torace, gli altri vanno a vuoto. L'assassino ripassa davanti al testimone, che incrocia anche gli occhi azzurri del complice, sui 25 anni. Fuggono in moto. Intanto Edoardo si alza, entra nel locale, dice 'Oddio, mi hanno sparato, chiamate mia madre, mi sento malè. A stento i presenti gli credono, non sanguina. Poi si accascia. Quaranta minuti e arriva l'ambulanza. Troppo tempo, secondo alcuni. Solo 14 minuti, invece, secondo il 118. Il giovane muore in ospedale. «Un bravo ragazzo», «un giocherellone», «sempre pronto ad aiutare», così descrivono 'Dodò gli amici della comitiva. In molti lo piangono su Facebook. «Lo hanno ucciso in modo barbaro», dicono i parenti. Figlio unico, Edoardo viveva con i genitori - un pensionato e un'impiegata - in via Casal Morena, a poche centinaia di metri dalla pizzeria. Una villetta multifamiliare a due piani con l'orto e le siepi: quasi tutti parenti, tra zie e cugini. Una vita tranquilla, fino ad oggi. Il 24esimo omicidio a Roma nel 2011 porta il Pd a parlare di «Far West» nella capitale, accusando di fallimento sulla sicurezza il sindaco Gianni Alemanno. Secondo il quale, invece, bisogna capire se questi omicidi sono il frutto di «una spinta emulativa» che prende spunto da serie tv come 'Romanzo criminalè o se si tratta «di un nuovo fenomeno di criminalità organizzata» a Roma.

Commenta Stampa
di Valerio Esca
Riproduzione riservata ©