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8 militanti sono stati ricoverati per ferite di vario tipo

Roma: Casapound denuncia aggressione da parte dei centri sociali


Roma: Casapound denuncia aggressione da parte dei centri sociali
14/04/2010, 10:04

ROMA - Il gruppo Casapound, in una nota, denuncia l'avvenuta aggressione di una quindicina di militanti di Blocco studentesco, avvenuto durante l'attacchinaggio vicino alla facoltà universitaria di Lettere di Roma Tre. Secondo quanto denunciato dal gruppo di estrema destra, i militanti di Blocco Studentesco stavano affiggendo i manifesti elettorali, in previsione delle prossime elezioni del Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari. Ad un certo punto sarebbero stati aggrediti da "un centinaio di persone armate di caschi, sassi, bastoni, catene, che ci sono venute addosso, forti del fatto di essere oltre quattro volte superiori a noi nel numero", persone che facevano parte dei centri sociali, secondo i denuncianti. Alla fine dell'aggressione, ci sono state otto persone ferite, tra cui il più serio è stato il presidente nazionale del Blocco Studentesco e candidato al Cnsu, Francesco Polacchi, che ha subito una frattura all'avambraccio e gli sono stati messi due punti di sutura per una ferita alla testa.
Sulla vicenda è intervenuto anche il responsabile nazionale di Blocco studentesco, Davide Di Stefano: "Un'azione violenta e intimidatoria pianificata a tavolino per impedirci di fare politica nelle università. È chiaro che un gesto di una tale gravità nasce dalla convinzione di godere di una totale impunità e richiede una risposta adeguata. E noi questa risposta la pretendiamo dal rettore di Roma Tre, Guido Fabiani, tenuto a garantire l'agibilità politica per tutte le liste che partecipano alle elezioni universitarie, e prima ancora dalle istituzioni, dal ministro dell'Interno, Roberto Maroni e dal sindaco di Roma, Gianni Alemanno, fino al neoeletto governatore del Lazio, Renata Polverini, il cui massimo impegno dovrebbe essere quello di tutelare la sicurezza dei cittadini". Il tutto perchè naturalmente non sono una prassi violenta ma normale, questi agguati reciproci tra esponenti di estrema destra e di estrema sinistra, che dimostrano da entrambe le parti il massimo disprezzo per le regole democratiche.

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di Antonio Rispoli
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