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Truffa scoperta dalla Guardia di Finanza

Roma, dichiaravano redditi falsi per vivere nelle case popolari


Roma, dichiaravano redditi falsi per vivere nelle case popolari
08/11/2012, 21:21

ROMA – Erano possessori di barche, proprietari di negozi e giocavano in borsa ma vivevano nelle case popolari dell’Ater a Roma perché dichiaravano redditi falsi per pagare affitti bassi.
La Guardia di Finanza, confrontando i redditi forniti dalle famiglie con quelli dichiarati all’Agenzia delle Entrate, ha scoperto 12.565 persone che hanno in questo modo truffato l’Ater, l’ex Istituto case popolari, provocandogli così un danno stimato, nel solo 2009, in più di sei milioni di euro. Le Fiamme gialle si sono soffermate sui 24 casi che registravano una differenza reddituale tra i 40mila e i 100mila euro, scoprendo famiglie che pagavano in media 79 euro al mese d’affitto, con minimi che toccavano i 7,75 euro. I redditi reali, dichiarati all’Agenzia dell’Entrate, oscillavano invece dai 40 agli 80mila euro con punte anche di 100mila euro.
Esemplare il caso di un imprenditore edile, proprietario di una barca a motore, che versava all’Ater un affitto di soli 281 euro al mese. Alcuni, invece, con reddito dichiarato all’Ater pari a zero erano titolari di negozi, avevano più partite iva e compravano immobili o accendevano mutui per la prima casa.
“Provvederemo alla denuncia per truffa e truffa aggravata – ha spiegato il presidente dell’Ater Bruno Prestagiovanni – Il messaggio che vogliamo lanciare è che non si può più giocare. Ora ci sono controlli, partono denunce e si perde il diritto all’abitazione”.
In questo caso l’Ater è vittima, ma di recente è stata protagonista di alcune vicende poco chiare come quella di Fiorella Muscatello, la dirigente che avrebbe venduto casa a se stessa o quella della figlia di Lina Ferri, un’altra dirigente, che avrebbe riscattato un immobile nel prestigioso quartiere di Prati.

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di Erika Noschese
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