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Il Campidoglio proclama un giorno di lutto cittadino

Roma, duplice omicidio: da domani 130 agenti in più in città

È il piano del ministro dell’Interno Annamaria Cancellieri

Roma, duplice omicidio: da domani 130 agenti in più in città
05/01/2012, 21:01

ROMA – “Lo Stato è presente e lo dimostrerà”: all’indomani del duplice omicidio di Roma, in cui hanno perso la vita un cittadino cinese e sua figlia, il ministro dell’Interno, Annamaria Cancellieri, fa sentire la sua voce. Mentre il Campidoglio ha proclamato il lutto cittadino per il giorno dell’esequie dell’uomo e della bambina, il ministro ha riunito i vertici nazionali e provinciali al Viminale, per dare indicazioni precise. Previsti subito 130 rinforzi in città: lo scorso 21 dicembre il ministro Cancellieri ha siglato il terzo Patto per Roma Sicura. L’accordo prevede l’invio di 400 rinforzi di polizia, da dislocare nelle zone a rischio. Oggi, alla luce dell’ultimo episodio di eccessiva violenza verificatosi tra le strade di Roma, è stato deciso di accelerare, facendo arrivare nella Capitale, già da domani, i primi 130 nuovi agenti. Lo scopo, ha specificato la Cancellieri, è quello di “dare un segnale di grande attenzione alla comunità, ma anche restituire serenità alla città”.
Intanto, si infiammano le polemiche contro la giunta Alemanno. Il senatore del Pd, Ignazio Marino, ha chiesto le dimissioni del sindaco: “Ammetta il suo fallimento - ha detto - e, dimostrando serietà, assuma le decisioni conseguenti: si dimetta da un ruolo che non è assolutamente nelle condizioni di esercitare”. Analoga la posizione del segretario del Pri, Francesco Nucara: “visto che è ormai indiscutibile il fallimento della politica di sicurezza che aveva posto al centro del suo programma elettorale, si dimetta”. Commenti duri sono arrivati anche dagli ex sindaci Walter Veltroni e Francesco Rutelli. Infine, anche la Chiesa è scossa. “A Roma - ha detto il cardinale vicario della Capitale, Agostino Vallini - sta succedendo quello che accade in altre città. Purtroppo si sta estendendo una cultura della vita in cui la vita non conta più nulla”.

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di Antonio Formisano
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