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L'unica differenza con gli altri sono le guardie all'accesso

Roma: i campi rom attrezzati? Sporchi e sovraffollati


Roma: i campi rom attrezzati? Sporchi e sovraffollati
09/02/2011, 09:02

ROMA - Con la morte dei quattro bambini rom, carbonizzati nell'incendio della loro baracca in un campo nomadi abusivo, il sindaco di Roma Gianni Alemanno ha riproposto l'esigenza di concentrare tutti i rom cittadini nei sette campi attrezzati creati dal Comune.
Ma in questi campi come si vive? Più o meno come nei campi rom abusivi: persone di cultura e religione differente (solo chi è superficiale può pensare che i rom siano tutti uguali tra di loro), che si dividono uno spazio troppo angusto, con i servizi promessi che sono praticamente inesistenti rispetto alla popolazione esistente. Non è raro trovare anche 8 o 10 persone che la sera dormono in un camper di soli 30 metri quadri. Tanto affollamento crea inevitabili problemi per lo smaltimento dei rifiuti (oltre alla ovvia maleducazione di qualcuno di loro). Risultato, all'interno c'è molta sporcizia, rischio di malattie e così via.
L'unica differenza è che i campi attrezzati hanno dei muri che li isolano dal resto della città, le guardie all'ingresso e il coprifuoco che limita la libertà dei singoli. Guardie che naturalmente non fermano l'accesso della droga all'interno del campo, ma si limitano ad impedire ai rom di uscire. Insomma, manca solo un po' di filo spinato e si ritorna ai lager nazisti

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di Antonio Rispoli
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