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Intitolati ad un giovane di destra assassinato nel 1979

Roma: inaugurati i giardini Cecchin, tra un tripudio di croci celtiche


Roma: inaugurati i giardini Cecchin, tra un tripudio di croci celtiche
16/06/2011, 18:06

ROMA - "Intitolare questi giardini (quelli di piazza Vescovio, ndr) a Cecchin è dunque un dono alla città, perchè la memoria deve essere di tutti". Ineccepibile la dichiarazione del sindaco di Roma, Gianni Alemanno, nell'inaugurare i giardini intitolati a Francesco Cecchin, un giovane dell'estrema destra morto il 16 giugno del 1979, dopo 19 giorni di agonia, a causa di un probabile pestaggio seguito dalla caduta da un balconcino situato al terzo piano di un palazzo. Fu una delle vittime degli "anni di piombo": a lungo dell'omicidio vennero accusati i membri del PCI perchè pochi giorni prima Cecchin aveva litigato con alcuni appartenenti a quel partito. Venne anche processato Stefano Marozza (faceva parte del PCI, abitava nella zona ed aveva una Fiat 850 simile a quella da cui erano scese le tre persone che avevano aggredito il ragazzo), ma alla fine venne assolto, anche se nella sentenza si conferma la versione dell'omicidio.
Peccato che le giuste parole e il giusto ricordo siano state dette nei giardini addobbati con molte bandiere con croci celtiche e manifesti con scritte come "Onore a Francesco Cecchin" oppure "Francesco è vivo" accompagnato dal disegno stilizzato del fascio littorio. A giustificare la paura, espressa in lettere aperte ed in comunicazioni al Comune, dei vicini che così avrebbero creato un luogo di ritrovo per i gruppi di estrema destra (Forza Nuova ha una sezione "Francesco Cecchin" a poca distanza).
Obiezioni a cui Alemanno, che era amico di Cecchin, ha risposto oggi, durante il discorso di inaugurazione: "Questa dedica non arriva per un atto arbitrario di nessuno ma è stata decisa dal Consiglio comunale. Quindi, questa è una decisione di tutta la città".

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di Antonio Rispoli
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