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ROMA, LA SCOMPARSA DELLE " BOTTICELLE"


ROMA, LA SCOMPARSA DELLE ' BOTTICELLE'
19/07/2008, 12:07

 

Addio botticelle, con straniere e stranieri incantati tra fori imperiali e piazza Venezia. Con italiani a guardare da prospettive diverse gli angoli del quartiere ebraico. “A Roma se ne contano non più di una quarantina”. Enrico Pilo, vetturino romano, proprietario di una elegante botticella, parla con nostalgia. Il padre faceva questo lavoro ed anche il nonno. “Ottant’anni fa - spiega - le nostre botticelle erano le regine incontrastate del trasporto pubblico a Roma. Dall’alto delle nostre cassette osservavamo le prime autovetture ma non le consideravamo ancora delle antagoniste pericolose come oggi. Il nostro lavoro - aggiunge Pilo - è una cosa seria: la giornata di un vetturino inizia alle 5 con la pulizia del cavallo e la vestizione (paraocchi e paraombra). Poi si raggiungono i colleghi in piazza per fare la conta e vedere chi sarà il primo della giornata a partire”.

Dopo l’ultimo incidente che ha visto coinvolte un’auto e una botticella – l’autovettura aveva tamponato la carrozza e il cavallo con la spina dorsale spaccata è stato soppresso -  il dibattito ha spaccato in due la capitale: da un lato gli animalisti, che chiedono all’amministrazione di sospendere le licenze e ai turisti di boicottare le botticelle per tutelare i cavalli; dall’altro, chi ne difende la figura storica chiedendo di non abolire uno dei simboli della città.

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di Giulio d'Andrea
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