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"Valerio Vive. Un'idea non muore mai la rivolta continua”

Roma, Montesacro si stringe nel ricordo di Valerio Verbano

I compagni uniti dopo 30 anni per non dimenticare

Roma, Montesacro si stringe nel ricordo di Valerio Verbano
22/02/2012, 19:02

ROMA – Dopo 30 anni i compagni e le compagne non dimenticano "Valerio Vive. Un'idea non muore mai la rivolta continua”. Questo lo striscione in testa al corteo appena partito da via Monte Bianco in occasione dell'anniversario della morte di Valerio Verbano, il ragazzo di 19 anni ucciso 32 anni fa. Al grido di “Valerio è vivo e lotta insieme a noi, le nostre idee non moriranno mai”, circa un migliaio di persone stanno percorrendo viale Tirreno, sventolando una grande bandiera rossa e accendendo alcuni fumogeni. Il corteo percorrerà piazzale Jonio, viale dei Prati Fiscali, via Caviglia, via Vaglia, piazza Civitella Paganica, via Gualtierio, via Monte Cervialto, fino ad arrivare a via Isole Curzolane. A precedere il corteo una schiera di poliziotti e due furgoni della polizia che man mano bloccano la strada al traffico. 

Poco prima della commemorazione di Valerio Verbano, il vice sindaco Sveva Belviso è andata a trovare Carla, la madre del militante ucciso 32 anni fa. «È una signora bellissima, forte - ha detto la Belviso - mi ha raccontato la sua vita, quello che ha dovuto subire, dolori importanti: dalla perdita del figlio, da cui una mamma non recupera mai, alla scomparsa del marito, di qualche anno dopo». Nel corso della visita, «è emersa l'angoscia e il dolore, oltre alla morte tragica per esecuzione dell'unico figlio tanto atteso (11 anni per averlo) del fatto di non aver mai avuto giustizia, e una mamma ovviamente non riesce a farsene una ragione». La mamma di Valerio, come ha raccontato Belviso a margine della commemorazione, «ha espresso solidarietà a tutte le madri che negli anni hanno perso i loro figli, raccontandomi un aneddoto di qualche anno fa, quando dei giornalisti le chiesero: “La mamma dei fratelli Mattei chiede giustizia e vuole sapere chi ha ucciso i suoi figli, lei che ne pensa?”. In quell'occasione, Carla rispose: “Proprio a me lo chiedete? Io vorrei sapere tanto chi ha ucciso il mio”». «Il dolore di una madre - ha concluso il vicesindaco Belviso - è sempre il dolore di una madre, e l'auspicio di una mamma che ha perso i figli è che questo non si ripeta mai, e il nostro è lo stesso».

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di Valerio Esca
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