Cronaca / Nera

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L'ordigno era privo di innesco. Forse atto intimidatorio

Roma, pipe bomb ritrovata nel sindacato Usae


Roma, pipe bomb ritrovata nel sindacato Usae
20/07/2009, 20:07

Ha tutta l’aria di essere un chiaro messaggio, un avvertimento, il pacco bomba ritrovato oggi al civico 89 di via XX Settembre, a Roma, depositato su un marciapiede. Si trattava di una “pipe bomb”, recapitata in un pacco anonimo all’Unione sindacati autonomi europei (Usae).
La segnalazione è arrivata al 112, anonima. La voce al telefono parlava di un ordigno all’interno della sede del sindacato, nel bagno dell’ufficio. Al momento nella sede erano presenti quattro dipendenti, che sono stati successivamente ascoltati. Il pacco, grande all’incirca come una scatola di scarpe, è stato recapitato nella tra le 12.30 e le 13. Riportava un’etichetta con l’indirizzo di un CAF di Palermo. Sul posto sono intervenuti gli artificieri dei carabinieri, che l’hanno fatto brillare. Come accertato durante le verifiche, il pacco conteneva un ordigno fabbricato in modo completo, ma privo di innesco, e non avrebbe quindi potuto esplodere. Malgrado ciò, a scopo precauzionale, il palazzo era stato comunque fatto evacuare e la zona era stata interdetta al traffico. Il materiale contenuto nella cilindro sarà ora analizzato per accertare se contenesse o meno esplosivo. Nel pacco, accanto all’ordigno, è stato rinvenuto anche un foglio con le istruzioni per fabbricare la “pipe”.
Secondo quanto ricostruito dai carabinieri, il pacco non sarebbe stato consegnato da un postino. Resta quindi il giallo sul come sia potuto arrivare l’ordigno all’interno dei bagni. Tra le ipotesi al vaglio degli inquirenti, quella secondo cui a depositare la “pipe” possa essere stato uno degli utenti che ha visitato la sede del sindacato in mattinata, durante gli orari di apertura al pubblico. L’ipotesi troverebbe conferma nelle dichiarazioni di un dipendente, che avrebbe parlato di una coppia che si sarebbe recata negli uffici in mattinata aggiungendo che uno dei due sarebbe andato proprio in bagno.
Gli inquirenti non escludono, al momento, che ci possa essere un collegamento con quanto accadde il 19 marzo scorso, quando una sindacalista venne trovata, legata e narcotizzata, in un albergo di via Volturno. La donna aveva una cintura contenente un ordigno, anch’esso privo di innesco.

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di Nico Falco
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