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Accusati della strage l'odio comunista e i servi dello Stato

Roma: polemiche per la nuova lapide di Acca Larentia


Roma: polemiche per la nuova lapide di Acca Larentia
07/01/2012, 17:01

ROMA - E' iniziata da poco il sit in previsto da diversi gruppi ed associazioni di estrema destra per ricordare la strage di Acca Larentia, avvenuta il 7 gennaio del 1978. Due giovani del Fronte della Gioventù vennero uccisi mentre facevano volantinaggio e un terzo durante gli scontri con la Polizia mentre questa tentava di fermare la reazione violenta degli attivisti di destra.
Ma anche quest'anno è polemica. Non tanto per la cerimonia ufficiale che si è tenuta questa mattina, con la deposizione di una corona d'alloro, presente l'ex Ministro per la Gioventù, Giorgia Meloni. Ma per la lapide, apparsa nei giorni scorsi, dove vengono ricordati i nomi dei tre ragazzi uccisi e sotto la scritta: "Assassinati dall'odio comunista e dai servi dello Stato". Una aperta provocazione, che ha spinto gli esponenti del Pdci a chiedere l'intervento del sindaco Gianni Alemanno per rimuovere la lapide, considerata un incitamento all'odio.
Di parere opposto Carlo Giannotta, leader della sede ex Msi di Acca Larentia: "Dopo più di trent’anni possiamo dire che la vecchia targa rappresentava una promessa non rispettata... Per questo abbiamo deciso di sostituirla. Abbiamo ritenuto doveroso, nei confronti di chi è morto per difenderci, specificare l’ideologia degli assassini. Vogliamo ricordare ad Alemanno che le targhe commemorative che vengono affisse in giro per Roma non raccontano la verità; e la verità è che ragazzi come Miki Mantakas e Cecchin sono stati assassinati dai comunisti",
Certo che è triste vedere come tutte queste persone sanno solo guardare al passato ed incitare all'odio, anzichè rendersi conto che un'epoca è finita e conviene cominciare a costruirne una nuova

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di Antonio Rispoli
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