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Accusata di avere trattato una suora come schiava

Roma: rinvio a giudizio per la madre superiora che schiavizzava le sottoposte


Roma: rinvio a giudizio per la madre superiora che schiavizzava le sottoposte
12/03/2009, 12:03

Nel novembre scorso una suora filippina denunciò alla Polizia di essere sottoposta a soprusi ed angherie dalla madre superiora del convento in cui stava, a Roma, Pineta Sacchetti, a poche decine di metri dall'ospedale Gemelli. Il convento è noto ai romani, perchè offre, per 25 euro al giorno, ospitalità ai parenti delle persone ricoverate. Meno noto era quello che succede al suo interno, con la suora che era costretta "a turni di lavoro massacranti, privata dell´assistenza sanitaria anche di fronte a patologie visibili e nonostante richieste pressanti di aiuto;  è stata sottoposta ad angherie e soprusi come la minaccia del trasferimento in Indonesia e ha vissuto in uno stato di soggezione fino al punto di costringerla a scappare dal convento", come scrive il Pubblico Ministero nel capo di imputazione presentato insieme alla richiesta di rinvio a giudizio. Addirittura la superiora avrebbe costretto la sottoposta a farsi una visita ginecologica che ne accertasse la verginità, perchè veniva messo in discussione il suo rispetto del celibato obbligatorio. Il punto di non ritorno, secondo la religiosa, è stato quando la superiora le ha dato "l´invito scritto a restituire l´abito, il velo, il crocifisso e l´anello, i simboli della mia consacrazione, della mia appartenenza perpetua alla Congregazione", come è scritto nella denuncia.
La madre superiora, però, si è sempre difesa sostenendo che le accuse sono false e che si tratta di una vendetta della suora.

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di Antonio Rispoli
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