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Soldi dati anche a Propaganda Fide e alla figlia di Lunardi

Roma: Scajola indagato per riciclaggio?

Dagli archivi di Anemone spuntano nuove spese a suo favore

Roma: Scajola indagato per riciclaggio?
25/05/2011, 09:05

ROMA - Rischia di tornare nell'occhio del ciclone l'ex Ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola. Infatti, negli ultimi mesi sono stati decrittati ed esaminati gli archivi dei computer sequestrati al costruttore Diego Anemone, già indagato per diversi capi di imputazione. E sono usciti archivi di pagamenti fatti per conto di diversi personaggi, a cominciare proprio da Scajola.
Il primo pagamento è dell'ottobre 2001, ancora in lire (l'euro è stato introdotto solo nel gennaio 2002), per quello che allora era il Ministro dell'Interno. Ci inizia con 5 milioni per un "rimborso spese del ministri" e 1 milione per l'autista. E da lì via via una serie di pagamenti, per le cause più diverse. Anche l'appartamento in via Fagatale a Roma, con vista sul Colosseo (quella che Scajola ha dichiarato di non sapere che fosse stata acquistata a sua insaputa) vede l'intervento di Anemone sin dall'inizio. Infatti negli archivi è segnalato un pagamento di 230 mila euro per il compromesso dell'acquisto dell'appartamento e 30 mila euro per l'agenzia. Il 21 ottobre del 2004 è segnalato anche un "rimborso" di 168 mila euro a tale Maria Corse, sempre in relazione a quell'appartamento. Ma anche spese minori: meno di 150 euro per l'elettricista; un centinaio di euro per un frullatore e così via, ma tutte per Scajola o per l'appartamento romano.
Ma non è l'unico. Ci sono poi spese fatte a favore di una certa Martina L., che dovrebbe essere la figlia dell'ex Ministro delle Infrastrutture Pietro Lunardi. In particolare c'è un pagamento di 250 mila euro e uno di 280 mila per l'appartamento che quest'ultimo aveva comprato a prezzo di favore da Propaganda Fide, che hanno la caratteristica di essere segnati in entrata e in uscita.
E a proposito di Propaganda Fide, anche qui Anemone pagava senza discutere: 5000 euro a "C. Sepe" (presumibilmente il Cardinale Sepe, all'epoca a capo di Propaganda Fide); per monsignor Francesco Di Muzio, capo ufficio dell'amministrazione immobiliare della società del Vaticano, 5000 euro per l'indulgenza di una "benedizione" più due profumi per un controvalore di 700 euro; per monsignor Franco Camaldo, oltre 3000 euro per la riparazione di un fuoristrada. E così via.
Non manca ovviamente Guido Bertolaso con la sua famiglia: 33 mila euro tra il 2004 e il 2007 per l'affitto dell'appartamento di via Giulia e tutte le spese di manutenzione, 30 mila euro per Olivia Bertolaso, figlia di Guido, e 20 mila per una vacanza invernale per il padre a Marilleva, in Trentino.
Poi ci sono i Balducci, l'intera famiglia, per cui Anemone spende senza riserve. Si va dai soldi per acquistare le case o per la loro manutenzione, al pagamento degli stipendi degli attori della casa di produzione della moglie di Nagelo Balducci, Rossanna Thau; dall'Ici per le varie case della famiglia (circa 6000 euro all'anno) allo skipass, il bollino blu e l'estratto di nascita per Lorenzo Balducci, figlio di Angelo.
Gran parte di queste cose si conoscevano già, anche se gli archivi hanno rivelato qualche dato in più. Ma le notizie su Scajola creano una situazione nuova, Infatti l'ex Ministro, che finora non è stato indagato, potrebbe essere indagato dalla Procura di Roma (probabilmente con conseguente passaggio alla Camera per attivare il Tribunale dei Ministri) per riciclaggio. Almeno questa è l'indicazione della Procura di Perugia, che ha trasferito gli atti a Roma per competenza.

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di Antonio Rispoli
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