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Convalidati comunque gli arresti

Roma: scarcerati 11 manifestanti su 23, Alemanno protesta

I processi si svolgeranno tra dicembre e giugno prossimi

Roma: scarcerati 11 manifestanti su 23, Alemanno protesta
16/12/2010, 16:12

ROMA - Se li sono divisi cinque giudici di due diverse sezioni (la II e la V pesanle) i processi per i 23 manifestanti arrestati ieri dalla Polizia durante i tafferugli avvenuti nel centro della capitale. In tutti i casi, gli arresti sono stati convalidati dai giudici; poi a seconda dei casi si è deciso cosa fare. Undici manifestanti sono stati semplicemente rilasciati, senza alcun obbligo. Nella Quinta Sezione a tre ragazzi di Genova è stato imposto il divieto di tornare a Roma; per Mario Miliucci - che è la posizione più grave, dato che il verbale di Polizia riporta che aveva in tasca due sassi - sono stati disposti gli arresti domiciliari. Per questi e per altre tre persone il processo è stato fissato il prossimo 23 dicembre.
Nella Prima Sezione, misure cautelari dell'obbligo di firma per Matteo S. e Alessandro Z.; loro due, insieme ad altre tre persone saranno processati invece il 13 giugno 2011.
Questa decisione ha provocato l'ira del sindaco di Roma, Gianni Alemanno, che se l'è presa con i giudici: "Sono costretto a protestare a nome della città di Roma contro le decisioni assunte dalle sezioni II e V del Tribunale di Roma di rimettere in libertà in attesa di giudizio quasi tutti gli imputati degli incidenti di martedì scorso. C'è una profonda sensazione di ingiustizia di fronte a queste decisioni perché i danni provocati alla città e la gravità degli scontri richiedono ben altra fermezza nel giudizio della magistratura sui presunti responsabili di questi reati. Non è minimizzando la gravità di questi fatti che si dà il giusto segnale per contrastare il diffondersi della violenza politica nella nostra città mentre è evidente che queste persone hanno dimostrato, soprattutto in un momento di grande tensione sociale quale quello che stiamo vivendo, di essere soggetti pericolosi per la collettività. C'è veramente da augurarsi di non vedere queste persone di nuovo all'opera quando qualcuno, nei prossimi giorni, cercherà di contrastare le decisioni del Parlamento sulla riforma universitaria".
Considerando che le posizioni più gravi finiranno molto probabilmente col richiedere una condanna che difficilmente supererà i 3 anni (le contestazioni sono di danneggiamento aggravato e resistenza aggravata, ma in questi processi si è soliti dare delle pene più vicine al minimo pena che al massimo, ndr), c'è da chiedersi cosa pretenda Alemanno. I lavori forzati a vita?

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di Antonio Rispoli
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