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Il sindaco:"La Burocrazia ha fermato il piano nomadi"

Roma: strage in campo Rom, Alemanno si giustifica

Dal Colle:"Una tragedia che pesa su di noi"

Roma: strage in campo Rom, Alemanno si giustifica
07/02/2011, 20:02

ROMA -  E' stata una morte orribile e dolorsa quella che ha colto i quattro fratellini romeni , tutti di età compresa tra i tre ed i nove anni, all'interno di una baracca di un insediamento in via Appia Nuova; all'altezza del numero civico 803. I genitori delle quattro vittime, tre maschietti ed una femminuccia, sono sotto choc.
Stanto alle prime ricostruzioni effettuate dagli inquirenti, le fiamme si sarebbero sviluppate da un braciere acceso nella baracca per riscaldare l'ambiente. Nel giro di poco tempo, il fuoco ha reso l'abitazione un vero e proprio forno crematorio e per i piccoli non c'è stato alcuno scampo. Subito dopo il ritrovamento dei quattro corpicini carbonizzati e la diffusione della notizia, a finire nell'occhio del ciclone è stato come prevedibile il sindaco di Roma Gianni Alemanno.
Il primo cittadino, per smarcarsi da ogni responsabilità, ha asserito che "la burocrazia ha fermato il piano nomadi" e, in particolare, ha accusato il sindaco del comune di Ciampino, 
Walter Enrico Perandini, di aver impedito la celere costruzione di un nuovo campo agibile e sicuro a La Barbuta.

IL CAMBIO DI ROTTA DI ALEMANNO
La disputa sulla creazione di tale insediamento rom, è però aperta dagli anni 90 e, a quell'epoca, quando a guidare Roma c'era Francesco Rutelli, proprio il partito di Alemanno era in prima fila per combattere una serrata (e spesso chiassosa) battaglia anti-La Barbuta. Gasparri e gli altri esponenti di Alleanza nazionale e dell'opposizione, manifestarono in numerose occasioni contro la costruzione del campo nomadi che, da 20 anni, si progetta (e promette) di erigere a ridosso del territorio di Ciampino; a pochi passi dal Grande raccordo anulare.
Eppure, dopo la tragedia odierna, Alemanno sembra aver completamente cambiato idea:"Chiamerò il governo e chiederò urlando poteri speciali perchè queste burocrazia maledetta ha bloccato il nostro piano nomadi e ha prodotto questo effetto". In verità, sono due anni che tali "poteri speciali" sono stati conferiti al prefetto nonchè commissario per le emergenze 
Giuseppe Pecoraro. Problemi burocratici, assicura e lamenta il sindaco; mancanza di trasparenza e celerità, sembrano confermare i quattro ricorsi presentati al Tar dal comune di Ciampino per avere accesso ai documenti per la realizzazione del campo.

POLVERINI:"TRAGEDIA CHE CI ADDOLORA"
Non parla di noie burocratiche il presidente della regione Lazio Renata Polverini. L'ex Ugl, dopo aver definito la morte dei quattro bimbi "una tragedia atroce che ci addolora profondamente", sottolinea infatti che il drammatico incidente "ripropone l’urgenza di accelerare e moltiplicare tutti gli sforzi necessari per chiudere gli insediamenti abusivi e consentire a queste comunità presenti sul nostro territorio di vivere in contesti sicuri e dignitosi. La Regione è già intervenuta in un campo in provincia di Latina dove in collaborazione con il Comune ha messo a disposizione abitazioni a norma. Occorre fare in modo con il contributo di tutti i soggetti interessati, attraverso una azione coordinata delle rispettive competenze, che simili tragedie non accadano più".

LA NOTA DAL QUIRINALE
In visita al campo rom ed in particolare ai familiari delle giovanissime vittime è arrivato, in giornata, anche il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Sulla tragedia di domenica sera dal Colle è stata diffusa una nota:"Ai genitori e alla superstite sorella dei quattro bambini rom orrendamente periti nel rogo del precario rifugio in cui vivevano, ho voluto esprimere il sentimento di umana solidarietà che con me oggi provano tutti i romani e gli italiani - dice Napolitano - E' stata una tragedia che pesa dolorosamente su ciascuno di noi e che ci rende ancor più convinti della necessità di non lasciare esposte a ogni rischio comunità che da accampamenti di fortuna, degradati e insicuri, debbono essere tempestivamente ricollocate in alloggi stabili e dignitosi. Le autorità locali e nazionali - conclude Colle - non possono non sentirsi impegnate ancor più fortemente a dare soluzione a un problema così grave in termini umani e civili".


FOTO: LIBERONEWS

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di Germano Milite
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