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Muammar Gheddafi ci sarà. Assente Barak Obama

Roma: Vertice mondiale della Fao ma mancano i "grandi"


Roma: Vertice mondiale della Fao ma mancano i 'grandi'
15/11/2009, 14:11

ROMA - Rischia di tramutarsi in un immenso (e poco concreto) carrozzone di rappresentanza il vertice mondiale della Fao che partirà a Roma nella giornata di domani. Certo le personalità che interverranno saranno tante ma, guardando i nomi degli assenti, pare proprio che mancheranno i personaggi che posseggono un ruolo chiave nelle politiche attuabili per combattere la fame del mondo.
Attualmente sono infatti oltre un miliardo gli esseri umani che rischiano di morire di stenti.

PRESENTI.
Al megaconvegno ci sarà Benedetto XVI che aprirà alle 9:30 con il suo intervento. Previsto anche il segretario Ban Ki Moon e il direttore generale della Fao Jacques Diouf(nella foto). Per l'Italia mancherà Giorgio Napolitano ma sarà presente il Presidente del Consiglio Sivlio Berlusconi. A contar bene sono oltre 60 i capi di governo che hanno dato conferma di presenza. Al vertice, un ruolo fondamentale riservato anche alle first ladies che, quest'oggi, s'incontreranno per trovare soluzioni concrete al fine di permettere alle donne un migliore accesso alle risorse produttive.
Come precisato in incipit d'articolo, però, saranno assenti i maggiori esponenti del mondo occidentale. Questo comporterà, insesorabilmente, un maggior spazio dato a personaggi molto più criticabili come  Robert Mugabe; presidente dello Zimbawe odiato da tutto il mondo anglosassone. Parimenti contestato e democraticamente poco credibile il leader Libico
Muammar Gheddafi.
Previsto anche il meno "cattivo" ma comunque non del tutto "limpido" leader Venezuelano Hugo Chavez.
A chiudere il corteo dei meno influenti ci saranno il presidente della Commissione europea Josè Manuel Durao Barroso, il presidente turco Tayyip Erdogan e Il brasiliano Inacio Lula da Silva.

ASSENTI.
A mancare saranno però tutti i leader dei paesi più ricchi. Il primo e più grande assente fondamentale è infatti proprio un certo Barack Obama. Con lui pare daranno forfait anche Nicolas Sarkozy, Angela Merkel e Gordon Brown. Tra tutti i paesi dei G8, dunque, ci sarà in rappresentanza soltanto Silvio Berlusconi (tra l'altro proprietario di "casa" e quindi praticamente costretto ad intervenire). La domanda, visti i grandi nomi evanescenti, sorge spontanea: se sono proprio i G8 a dover decidere dello stanziamento dei 40 miliadi di dollari a sostegno dei piccoli agricoltori dei paesi poveri, il fatto che proprio i leader di questi paesi non saranno presenti al vertice, che messaggio può dare? E degli almeno 20 miliardi di dollari promessi all'ulltimo incontro degli otto grandi della terra tenutosi all'Aquila? Chi deciderà a tal riguardo? Gheddafi? Il leader dello Zimbawe? Della povertà globale, a quanto sembra, discuteranno e decideranno solo i governi meno prosperosi. Riguardo l'utilità di tale vertice si può azzardare un pronostico abbastanza lucido: ha senso un summit di 10 industrie dove si parla di fondi da stanziare e al quale partecipano solo i dirigenti delle imprese più povere? La risposta, probabilmente, possiamo trovarla facendo una passeggiata nei paesi del terzo mondo.

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di Germano Milite
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