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Catturati in Spagna i cugini Forte

Romeno Ucciso a Montesanto: presi altri due responsabili


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Romeno Ucciso a Montesanto: presi altri due responsabili
07/10/2009, 14:10

Si fa sera e, nel vociare stanco ma continuo di Piazza Montesanto, irrompono due motocicli con a bordo alcuni ragazzi. I giovani sono armati di pistole e cominciano a sparare all'impazzata sulla folla che impaurita si disperde. Alcuni dei proiettili vanno a segno; ferendo un quattordicenne napoletano e colpendo letalmente un musicista romeno, Birlandeanu Petru. L'artista di strada però non muore sul colpo e, dopo essere stato mortalmente ferito, riesce a fuggire insieme alla sua compagna all'interno della stazione di Montesanto. Nessuno dei passanti aiuta Petru o chiama un'ambulanza e, alla fine, il giovane romeno muore sul freddo pavimento della metro. Gli autori della scorribanda armata (e molto disorganizzata) fanno momentaneamente perdere le proprie tracce.
La Squadra mobile di Napoli da però subito il via ad una fitta e fruttuosa indagine che porta in breve tempo all'arresto di Marco Riccio; uno dei responabili della sparatoria legato al Clan Sarno e, in particolare, alla sezione che opera all'interno dei Quartieri Spagnoli. Gli inquirenti comprendono subito che, i tre ragazzi autori dell'omicidio Birlandeanu, erano a Piazza Montesanto per uccidere alcuni esponenti del clan rivale dei Mariano.
Le ricerche per catturare i due cugini Salvatore e Maurizio Forte, continuano serrate e, dopo diversi mesi di indagini difficili ed accurate condotte in collaborazione con la polizia spagnola, si riesce a risalire al luogo dove i due malviventi si erano rifugiati. La località si chiama Buenalmaldena, nei pressi di Malaga; in Spagna.
Intercettazioni ed estenuanti pedinamenti consentono alla fine la cattura dei due latitanti (tra l'altro già resisi autori di una rissa con tanto di accoltellamento ai danni di altri italiani in un locale malagese).
Secondo il capo della Squadra Mobile di Napoli Vittorio Pisani, il profilo criminale dei due cugini è di basso livello:"La scorribanda di cui si sono resi protagonisti lo scorso 26 Maggio testimonia l'assoluta incompetenza di questi malviventi e il loro scarso peso all'interno dell'organizzazione criminale"; commenta infatti Pisani.
Ragazzi violenti e poco "addestrati", dunque, mandati a sparare a casaccio sulla folla senza avere un bersaglio preciso. Personalità deviate e pericolose che rappresentato, alla perfezione, il triste stereotipo del giovane assoltado dalla Camorra per occuparsi del "lavoro sporco"...sembra quasi l'epilogo di un capitolo di "Gomorra", quest'ennesima storia che parla in maniera purtroppo fin troppo familiare di una delle tante vittime innocenti della criminalità organizzata. Criminalità che, è bene ricordalo, conta tra le vittime anche gli stessi esecutori dei vari "pezzi".

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di Germano Milite
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