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La conferma proviene dalla procura nazionale antimafia

Rosarno, è stata la n'drangheta a sparare agli immigrati


Rosarno, è stata la n'drangheta a sparare agli immigrati
10/01/2010, 10:01

ROMA - Il sospetto è nato immediatamente: che la malavita organizzata fosse la principale responsabile e la causa scatenante della rivolta che ha coinvolto Rosarno, era infatti cosa se non certa molto probabile. Questa mattina è poi arrivata la conferma del sostituto procuratore alla Procura nazionale antimafia Alberto Cisterna. In un intervista rilasciata ad Avvenire, Cisterna sostiene infatti che:"A sparare agli immigrati sono stati sicuramente uomini della 'ndrangheta, per far vedere che sono loro a controllare il territori".
I disordini nella cittadina continuano e, in contemporanea, sono finiti i trasferimenti nei centri di prima accoglienza di Bari e Crotone. Alcuni disordini anche durante la manifestazione di solidarietà agli stranieri organizzata a Roma, con tafferugli e un poliziotto ferito da un sampietrino.
Tornando alla longa mano della n'drangheta e alle dichiarazioni del procuratore nazionale antimafia, quest'ultimo si dice addirittura convinto che sia stata la popolazione locale a chiedere l'intervento deciso ed intimidatorio della mafia. A quel punto, i criminali calabresi, avrebbero deciso di sparare agli immigrati "per non perdere la faccia". Per assicurarsi il giusto effetto terrorizzante, gli n'dranghetisti  "hanno mandato qualche squadraccia di giovani killer che hanno sempre a disposizione".
Il vero e proprio dramma sociale, secondo il magistrato, è che "la gente si rivolge a loro, nel senso che sono loro la gente" poichè "sono onnipresenti". In effetti "tutti i giovani delle famiglie mafiose della Piana di Gioia Tauro vanno armati fin da ragazzi". Questi rampolli delinquenti avrebbero, sempre secondo Cisterna, iniziato a sparare agli extracomunitari "per sport"; senza calcolare una reazione così violenta e coordinata. La storia della cittadina calabrese è dunque una storia dai sapori terzomondisti non certo per la presenza di immigrati provenienti dai paesi più poveri della terra, ma, da ciò che si apprende, a causa della totale assenza dello Stato, della delinquenza diffusa in maniera capillare e dall'ignoranza schiacciante di molti degli autoctoni. Povertà, cattiva gestione dell'immigrazione e malavita organizzata: il mix esplosivo era pronto; mancava soltanto l'innesco.
Del resto il circolo vizioso è relativamente semplice da "attivare": quando manca lo Stato, la popolazione non ha modo di svilupparsi culturalmente ed economicamente e va avanti perpretando un'autogestione che in taluni casi diviene di tipo quasi tribale. A ciò si aggiunge la massiccia presenza di extracomunitari, l'impossibilità di questi ultimi di integrarsi e l'automatico scatto del "capro espitatorio". Ciliegina sulla torta è l'associazione mafiosa di turno (sia essa la camorra, la n'drangheta o la mafia sicula).

CASINI A MUSO DURO
"A Rosarno lo Stato non c’è, lo Stato è morto. E’ la ‘ndrangheta che regola i rapporti sociali". A dirlo è Pierferdinando Casini. In una nota pubblicata sul suo sito, il leader Udc non usa mezzi termini e scaglia anche una frecciata al partito di Bossi:"La Lega ha parlato delle ronde, ma la verità è che a Rosarno aspettavano le forze dell’ordine e non le ronde, che non risolvono nessun problema. E le forze dell’ordine non sono arrivate prima di 24-48 ore"

Aggiornamento delle 16:30.
La guerriglia urbana pare essersi placata e gli extracomunitari sono oramai stati tutti trasferite in altre località. Maroni ha dichiarato "Lo Stato a Rosarno ha dimostrato di esserci". Vorremmo aggiungere una battutina cattivella ma ci risparmiamo; altrimenti qualche "purista" potrebbe invocare la tanto strumentalizzata "oggettività giornalistica"...

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di Germano Milite
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