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Gli arresti dopo 4 mesi di indagini

Rosarno: 30 "caporali" arrestati per la rivolta degli extracomunitari


Rosarno: 30 'caporali' arrestati per la rivolta degli extracomunitari
26/04/2010, 09:04

ROSARNO (REGGIO CALABRIA) - Blitz dei Carabinieri a Rosarno e dintorni, per arrestare almeno trenta persone, accusate di minacce, estorsioni, lesioni volontarie aggravate, associazione a delinquere e molti altri reati. Si tratta dei "caporali" che schiavizzavano gli immigrati di Rosarno, comune in provincia di Reggio Calabria, che a gennaio scorso fu al centro della cronaca per la rivolta degli extracomunitari contro la 'ndrangheta. La rivolta venne immediatamente stroncata, con la Polizia che venne mandata dal Ministro dell'Interno, Roberto Maroni, a difendere la casa del capocosca della 'ndrangheta locale.
Ma da quell'episodio cominciarono le indagini, che hanno portato agli arresti odierni, scoprendo una realtà nota e diffusa in tutto il sud. Cioè lo sfruttamento degli immigrati extracomunitari, che lavorano dalle 12 alle 14 ore al giorno, per un compenso di una decina di euro al giorno, parte dei quali va al "caporale" che li porta al lavoro. Per coloro che non mostravano una totale e completa acquiescenza c'erano minacce, ritorsioni e violenze. Per esempio la rivolta di gennaio si ebbe quando uno dei "caporali" sparò con un fucile ad aria compressa dei pallini di piombo contro due extracomunitari, ferendoli, per fortuna in maniera non grave.

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di Antonio Rispoli
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