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Botta e risposta tra il Senatùr e Il Cairo

Rosarno, Bossi su critiche dell'Egitto: "I cristiani li fanno fuori tutti"


Rosarno, Bossi su critiche dell'Egitto: 'I cristiani li fanno fuori tutti'
12/01/2010, 18:01

ROMA - Non accennano a placarsi le polemiche e soprattutto le strumentalizzazioni figlie dell'ignoranza e della scarsa informazione riguardo i fatti di Rosarno. Come sempre accade quando ci sono di mezzo gli immigrati, ad intervenire a sproposito è il leader leghista Umberto Bossi.
Le critiche del ministro degli Esteri egiziano che parla di una "campagna di aggressione" operata nei confronti dei clandestini oramai espulsi dal nostro paese, non và proprio giù al Senatùr che, in mattinata, risponde così:"Guardate come trattano i cristiani. Li fanno fuori tutti". Insomma: la solita menata del Carroccio che segue la filosofia distorta e puerile del "noi saremo anche cattivi ma voi lo siete di più".
La reazione di Bossi arriva dopo la richiesta di Il Cairo rivolta alla comunità internazionale affinchè in futuro possano evitarsi episodi come quelli verificatisi nella cittadina calabrese.

INTERVIENE LA CEI
Oltre ai deliri Leghisti, c'è anche il pietismo a buon mercato della Cei che, dopo aver ignorato la situazione di enorme degrado di Rosarno per anni, attraverso le parole del presidente della Fondazione Migrantes, l'arcivescovo Bruno Schettini, osserva che: "Gli episodi ultimi, quelli di Rosarno, hanno messo in evidenza la debolezza del sistema di accoglienza e di integrazione. E' stata una lotta tra poveri e chi maggiormente è stato sconfitto è stato il più povero: l'immigrato".
Bisognerebbe infatti ricordare che, dopo essere strati letteralmente schiavizzati per un anno da datori di lavoro senza scrupoli e dalla malavita del luogo, circa 1100 immigrati hanno abbandonato il paese volontariamente o, in alternativa, sono stati spediti all'interno dei Cie. Gli abitanti del luogo si sono difesi dalle accuse di razzismo, accusando i media di aver sottovalutato la sovrabbondanza di clandestini nella cittadina e lamentando diversi crimini commessi dagli irregolari. Intanto, a Rosarno, la situazione appare ancora tesa e, le autorità, riferiscono dell'auto di un immigrato (regolare) data alle fiamme nella notte. Il clima di guerra civile non pare dunque ancora sparito e, infatti, durante la trasmissione radiofonica "Radio anch'io", il sottosegretario all'Interno Alfredo Mantovano ha annunciato l'intervento di una task force formata da rappresentanti di ministeri, enti territoriali, sindacati e associazioni di categoria al fine di "per intensificare i controlli sul territorio, verificare dove le regole non sono state rispettate e farle rispettare".
Al contempo, il ministro diel Lavoro e delle Politiche sociali Maurizio Sacconi ha dichiarato di aver dato il via ad un programma per "intensificare una specifica, coordinata e capillare attività di contrasto dei fenomeni di illegalità e di sfruttamento del lavoro irregolare in agricoltura". Come nella piena tradizione italica, occorre la degerazione totale di un fenomeno negativo per attivare misure di risoluzione dello stesso. Riguardo gli abitanti di Rosarno è ovvio che sia troppo facile accusarli tout-court di razzismo ma, è innegabile, esentarli da ogni colpa sarebbe incredibilmente sbagliato e superficiale...

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di Germano Milite
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