Cronaca / Nera

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Il giornalista aveva condotte molte inchieste 'scomode'

Rostagno ucciso dalla Mafia: dava troppo fastidio


Rostagno ucciso dalla Mafia: dava troppo fastidio
23/05/2009, 17:05

Mauro Rostagno, giornalista e sociologo, fu ucciso per ordine della mafia perché ritenuto un personaggio eccessivamente scomodo per via della sua attività di denuncia. E’ questa la conclusione a cui sono giunti, dopo 21 anni di indagini, i magistrati della Dda di Palermo, Antonio Ingroia e Gaetano Paci. I pm hanno chiesto ed ottenuto dal gip Maria Pino l’emissione di due ordini di custodia cautelare nei confronti del boss trapanese Vincenzo Virga e di Vito Mazzara, entrambi già detenuti, ritenuti rispettivamente mandante ed esecutore dell’omicidio.

Rostagno fu ucciso il 26 settembre 1988 nei pressi della comunità terapeutica per tossicodipendenti Saman, dove lavorava. Alcune parti del fucile calibro 12 utilizzato dal killer esplosero, costringendo il sicario a ricorrere ad un revolver calibro 38. Arma ‘principale’ e ‘di riserva’ che, secondo gli inquirenti, era solito portare con sé anche Vito Mazzara.

Finora la pista mafiosa si era basata sulle dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia, tra i quali Vincenzo Sinacori e Antonio Patti. Enzo Brusca aveva sostenuto di aver sentito dire a Totò Riina di essere “soddisfatto” per l’omicidio del giornalista. Gli elementi, però, erano ritenuti troppo deboli per sostenere l’accusa.

La svolta nelle indagini è arrivata quando sono stati effettuati accertamenti balistici su tre bossoli e tre cartucce inesplose calibro 12 trovate sul luogo dell’agguato, che sono stati sottoposti ad analisi comparative con altre munizioni utilizzate per altri omicidi in provincia di Trapani con modalità simili.

"Muovendo forti ed esplicite accuse nei confronti di esponenti di Cosa Nostra e richiamando in termini di speciale vigore l'attenzione dell'opinione pubblica - affermano gli inquirenti - Rostagno aveva toccato diversi uomini d'onore e generato un risentimento diffuso nell'ambito del contesto criminale in argomento".

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di Nico Falco
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