Cronaca / Sanità

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Linee guida sempre più insistenti sul ricovero coatto

Ru486: niente rimborso senza ricovero in ospedale


Ru486: niente rimborso senza ricovero in ospedale
14/07/2010, 11:07

ROMA - Pubblicate nuove linee guida, riguardo l'uso della pillola abortiva Ru486 negli ospedali italiani. Il sottosegretario alla Sanità, Eugenia Rocella, ha mandato quella che di fatto è un pesante avvertimento, quasi una minaccia: "Rispettiamo l’autonomia delle amministrazioni. Noi segnaliamo però che chi dovesse applicare protocolli clinici che ammettono le dimissioni volontarie della donna dopo l’assunzione della prima pillola vanno incontro a irregolarità". Quindi non sono ammesse le autodimissioni della donna, dopo l'assunzione della pillola, perchè "le dimissioni significano una rinuncia al trattamento ma in questo caso non lo è: noi abbiamo comunicato alle Regioni che esiste una criticità amministrativa che potrebbe determinare dei problemi sul piano del rimborso della prestazione da parte del servizio pubblico".
In pratica, traducendo dal burocratese, il discorso è evidente: se le Regioni non creeranno un protocollo che obblighi le donne a restare in ospedale almeno per i tre giorni che passano tra l'assunzione della pillola e l'assunzione della dose di prostaglandine (sono ormoni femminili, che completano l'effetto della Ru486 e che vengono prese 48 ore dopo quest'ultima), rischiano di non avere il rimborso previsto dalla legge.
Nel documento è anche indicato che le minorenni potranno accedere alla Ru486 col consenso dei genitori e non del Tribunale minorile, come succede per l'aborto chiruirgico; che la donna sia disponibile a stare in ospedale anche per i 21 giorni che sono il termine massimo in cui avviene l'espulsione del feto; che abiti vicino al pronto soccorso.

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di Antonio Rispoli
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