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Inizierà il Piemonte con l'ospedale Sant'Anna

"Ru486 senza ricovero" ignorati i limiti imposti dal Governo


'Ru486 senza ricovero' ignorati i limiti imposti dal Governo
04/02/2010, 21:02

TORINO - In Piemonte da fine febbraio le donne potranno abortire ingerendo la pillola Ru486. infatti non appena il farmaco sarà a disposizione, l´ospedale Sant´Anna di Torino sarà pronto a partire con l´aborto farmacologico. Il farmaco potrà essere somministrato o con l´eventuale ricovero o in day hospital.
Saranno la donna e il medico, che insieme valuteranno le condizioni fisiche e psicologiche, la situazione familiare, tutte quelle variabili che possono indirizzare la scelta in un verso o nell´altro. Una scelta che peraltro potrà essere cambiata in caso di necessità.
Saranno rispettate le procedure previste dalla legge 194 e le donne firmeranno un consenso informato al quale saranno affiancate delle note informative.
Se il Piemonte ha preferito puntare sulla libertà di scelta, l´Emilia Romagna, dove finora la pillola abortiva veniva importata direttamente, ha invece intenzione di proseguire con il day hospital. Il ginecologo Corrado Melega dell´ospedale Maggiore di Bologna conferma: «Si prosegue senza ricovero, rispettando le indicazioni dell´Aifa, l´agenzia italiana per il farmaco che non entra nel merito del ricovero e seguendo le linee della Società italiana di ostetricia e ginecologia». Parole in linea con quanto dichiarato a dicembre dall´assessore emiliano Giovanni Bissoni: «Rispettiamo l´autonomia dei professionisti e la legge 194». Diversa la posizione della Lombardia, orientata verso il ricovero e negli ultimi mesi al lavoro per garantire i posti letto necessari.
Secondo il modello già seguito con la sperimentazione condotta al Sant´Anna - in nove mesi, dal settembre del 2005, 362 donne hanno abortito con la pillola abortiva - si potrà somministrare la Ru486 su quattro o sei pazienti al giorno due volte alla settimana, spiega Silvio Viale. I posti letto per il ricovero ci sono e le richieste sono in aumento: «Ogni giorno ci chiamano decine di donne che vogliono sapere quando iniziamo».

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di Mario Aurilia
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