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Almeno quattro casi accaduti nell'ultima settimana

Rubano cibo nei supermercati, ma sono italiani


Rubano cibo nei supermercati, ma sono italiani
28/12/2011, 12:12

Sono almeno quattro gli episodi di questo genere di cui hanno trattato i quotidiani locali o nazionali. Persone che nel periodo di Natale entrano in un supermercato, si appropriano di qualche cosa da mangiare e cercano di uscire senza pagare; ignari che occhi attenti li osservano, li seguono fino alle casse e li attendono appena superano la barriera delle casse. Segue poi la solita trafila: la chiamata ai Carabinieri o alla Polizia, la denuncia e, dopo qualche tempo, il processo. Un processo che solitamente si conclude senza una condanna, dato che si tratta di furti che si fanno in stato di necessità.
Cose del genere sono sempre accadute, ma di solito a farlo erano mendicanti, extracomunitari, barboni. Oggi lo fanno anche altre categorie di persone: pensionati, disoccupati; tra poco a questi si uniranno i precari. Sono persone che hanno redditi troppo bassi per arrivare anche solo a metà del mese, campano grazie agli aiuti economici di amici e familiari. Un modo di vivere che, se per un ragazzo di 20 anni può essere difficilmente tollerabile, è insostenibile per chi magari ha lavorato una vita e si trova in mano un pugno di mosche. Ma quali alternative hanno?
Sono vicende che ricordano film famosi, come "Umberto D." o "Ladri di biciclette", in cui persone oneste cercavano - a volte riuscendoci a volte no - di sopravvivere con qualsiasi espediente. Ma quello era il cosiddetto "neorealismo", la descrizione di una Italia appena uscita dalle distruzioni della Seconda Guerra Mondiale. Ed oggi?

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di Antonio Rispoli
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