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il Pm bacchetta Maroni, il funzionario smentisce le versioni

Ruby, enorme confusione nella ricostruzione degli eventi


Ruby, enorme confusione nella ricostruzione degli eventi
11/11/2010, 10:11

MILANO - "Quello che ha dichiarato in aula Maroni non mi va giù. Non mi è sembrato possibile che un ministro vada in Parlamento a dire queste cose. Io che ero là non posso permetterlo". Sia al Corriere che sul Messaggero, il pm dei minori di Milano, Annamaria Fiorillo, smentisce seccamente le dichiarazioni del ministro dell'Interno Roberto Maroni secondo le quali, la fatidica notte tra il 27 ed il 28 maggio scorso, avrebbe dato in affidamento l'oramai stranota minorenne marocchina alla consigliera regionale del Pdl, Nicole Minetti.
Sconfessando anche le dichiarazioni del procuratore Bruti Liberati, Fiorillo infatti racconta:"Ricevetti almeno sette telefonate, ma non hanno mai avuto il coraggio di dirmi che aveva chiamato Berlusconi". Per il magistrato, inoltre, quella dei mancati posti in comunità è senza alcun dubbio "una balla" dato che "ho parlato con il responsabile del pronto intervento e ho appurato che non era mai stata fatta richiesta". Il racconto continua:"ho detto che la ragazza doveva restare in questura fino al mattino. Hanno riposto: non possiamo tenerla in camera di sicurezza. Che non è vero. Ho detto che potevano tenerla su una delle poltrone degli uffici". E riguardo l'affidamento alla Minetti? Il pm prima nega di aver accordato il rilascio di Ruby e poi ricorda:"Mi venne presentata come consigliera presidenziale, una carica che non avevo mai sentito".
Fiorillo, inoltre, dice anche di non aver creduto alla millantata parentela della ragazza con Mubarak:"Non me la sono bevuta. Ho risposto: e allora io sono Nefertiti, la regina del Nilo. Dopo le loro insistenze ho aggiunto: se è proprio così, che facciano mandare una conferma scritta dall' ambasciata egiziana".

UN UNICO ERRORE
Il magistrato ammette di aver commesso un unico errore:"Non ho rassicurato la funzionaria della Questura, Iafrate - si recrimina -. Era tutta irrigidita, parlava come se recitasse un copione. Con lei - confessa - ho avuto un alterco. Ho pensato: come si permette di essere così testarda? Si assumerà tutte le responsabilità. E invece hanno mandato avanti lei". Poi ancora un'altra precisazione: nelle dichiarazioni di Maroni, infatti,"c'è un'altra cosa non vera. Ha detto che gli atti di quella notte ci sono stati trasmessi. In realtà sono arrivati con moltissimo ritardo, dopo giorni, e dopo che Ruby si era picchiata con la brasiliana. Altrimenti non sarebbero mai arrivati, temo".

LA IAFRATE SMENTISCE IL PM
Ma quando tutto sembra poter prendere una forma ben definita, arriva la smenita della Iafrate:"Ricorda male. Lei era d'accordo"; sostiene infatti la funzionaria che poi aggiunge:"Io invece ricordo benissimo e non cambio una virgola di quanto già detto. Ho seguito la prassi, come ogni notte". Il commissario poi nega che ci siano state pressioni per il rilascio della ragazza:"Nessuno mi ha mai detto di rilasciarla. L'unica sollecitazione fu quella di fare presto. Ma sempre nel rispetto della prassi".
"Tra  l'altro -
continua la Iafrate - a prendere la ragazza venne un consigliere regionale, Nicole Minetti, una persona che offriva valide garanzie". Riguardo la ricerca di un posto in comunità, al Messaggero l'agente ha dichiarato:"a quell'ora non risponde mai nessuno. Già dopo le 17 è difficile trovare qualcuno".
La funzionaria della Questura di Milano, in ultimo, precisa di non aver fimato nessun rapporto poiché:"Io sono supervisore, mentre spettava ai colleghi che hanno operato (gli agenti della volante che hanno fermato Ruby)  sottoscriverlo. Ovviamente è stato compilato vicino a me e anche io ne ho condiviso il contenuto".

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di Germano Milite
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