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Ruby, Mora ritratta fuori dall'aula:"Il degrado è solo mio"


Ruby, Mora ritratta fuori dall'aula:'Il degrado è solo mio'
28/06/2013, 11:23

MILANO –  Aggiornamento- 

“Ho letto ieri su un quotidiano nazionale come vi siano tre parole per definire quanto è successo e quanto è oggi al vostro giudizio: dismisura, abuso di potere e degrado. È vero, così è stato”. Cosi aveva detto nell'aula del tribunale per dichiarazione spontanea durante il Processo Ruby. 

Parole che però vengono ritrattare appena qualche minuto dopo dallo stesso Mora, durante la prima pausa dell’udienza. “Ho citato quanto detto da un noto quotidiano”, spiega, “ma non condivido, non c’era nessun degrado”. E a chi gli fa notare che le dichiarazioni rese in aula farebbero pensare all’esatto contrario, Mora ribatte rilanciando “stima e amicizia per Silvio Berlusconi”. A quel punto l’imputato decide a ridare lettura del testo, fuori dal Tribunale e a favore delle telecamere. “Io, almeno all’eccesso ed al degrado, come ebbi a dire quando sono stato scarcerato, non ne sono stato un passivo concorrente”, legge. Salvo poi ritrattare ancora una volta quanto appena letto: “Il degrado era solo mio, non di Berlusconi”. Insomma, tutto smentito. Ma uno dei suoi legali, Gianluca Maris, fuori dall’aula rassicura i cronisti: “Vale quanto letto, carta canta”. Prima che l’udienza riprenda, c’è ancora il tempo di chiedere a Mora del famoso prestito che il Cavaliere gli avrebbe concesso grazie alla mediazione di Emilio Fede, che, dice lo stesso Mora, “ha trattenuto il 50% del prestito per il servizio”. “Faremo la fine, io e Fede, dei famosi capponi manzoniani”, aggiunge, “che litigavano tra loro e alla fine ci tireranno il collo” 



Lele Mora nel corso delle sue dichiarazioni spontanee al processo cosiddetto Ruby 2, oggi a Milano, ha detto:  "Ieri su un quotidiano ho letto queste parole (per descrivere il caso Ruby, ndr): dismisura, abuso di potere e degrado. E' vero, così è stato".  "Io -ha aggiunto- ne sono stato passivo concorrente".  

"Oggi -aggiunge Mora in tribunale- non voglio più mangiare cibo avariato. Lascio ai miei difensori, nel rispetto dell'istruttoria il compito di chiarire".  In un secondo momento, Mora sottolinea di essersi "assunto tutte le responsabilità  per i fatti del carcere. I l mio consenso all'acquisizione degli atti da parte dei pm e' un atto di rispetto per la Procura. Non protesto e mai l'ho fatto". Il desiderio dell'imputato adesso e' quello di "poter uscire per rivedere le stelle e il cielo azzurro".

 "Quando sono stato scarcerato pensavo alle tante polemiche che ho fatto contro i giornalisti e comunisti, con minacce cui mi vergogno", ha poi detto. In particolare, Mora chiede scusa al giornalista Corrado Formigli. "Voglio chiedere -continua- scusa a tutti. Il carcere ti obbliga a momenti di rilettura della vita e io voglio uscire da quella bufera infernale che mi ha tolto la luce".

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di Redazione
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